I ricchi e i potenti non vogliono morire. Tutti in realtà vorremmo tanto evitarlo, ma quanti hanno soldi e comando sembra che abbiano più paura.
Per questo si sforzano, allegramente, disperatamente, di restare giovani o almenodi apparire tali; per questo fanno cose strane, si mettono in mostra, si accompagnano con donne di rapinosa bellezza, prendono a vestirsi come tamarri o coatti, si postano sui social in uno spasmo di compulsiva vitalità - e un po' viene da pensare poveri illusi, ma guarda cosa gli passa per la testa. Qui sotto la foto di Jeff Bezos, magnate di Amazon e imperatore del web, nel corso del suo violaceo capodanno con signora. Indossa occhiali con lenti a cuoricino e una camicia che nemmeno Formigoni, con su impresso il nodo di Salomone, e non si andrà a ricercarne eventuali valenze ermetiche bastando il sorrisone appagato, ma per quanto? Nemmeno un mese dopo quel medesimo Bezos ha annunciato la volontà di impegnarsi in un progetto di allungamento della vita, fino a 50 anni, da raggiungere attraverso un cocktail miliardario di biotecnologie e rigenerazione cellulare, in pratica pillole di semi-eternità.
La novità è relativa, almeno per quel laboratorio di bizzarrie che è l'Italia, se si considera che già una dozzina d'anni orsono Berlusconi, allora poco più che settantenne, si era messo in testa di prolungare la vita fino a 120 anni attraverso un progetto di medicina predittiva elaborato in collaborazione con don Verzè e denominato "Quo vadis". Ma poi l'alacre prete era morto, lasciando peraltro il San Raffaele in un mare di guai, Silvione aveva altre gattine da pelare e l'immortalità era stata rinviata a data da destinarsi.
Ma a parte i miracolosi integratori di Adriano Panzironi e della promettente sua linea "Life 120", appare abbastanza chiaro come dietro l'agitarsi dei Paperoni se ne stia acquattato qualcosa di molto antico, l'elisir di lunga vita, leggendaria pozione alchemica che oggi riemerge in forma tecnologica a placare le ansie di chi non accetta l'idea della fine. L'acqua della vita, l'ambrosia del mondo classico, la polvere della pietra filosofale di cui da secoli
e secoli i ricchi e i potenti andavano alla ricerca sguinzagliando sapienti e accogliendo speranzosi avventurieri come il conte di Saint Germain o di Cagliostro.
Con tale premessa non suoni troppo facile o buonista la testimonianza di un missionario, Mauro Armanino, dal poverissimo Niger: "Qui tutto in genere prepara all'ultimo momento; la vita è fragile, precaria, fuggevole, distratta, affaccendata dalla ricerca di cibo, salute, lavoro, giornata. Ma da noi si sa ancora morire senza vergogna perché non abbiamo paura di vivere la vita come gratuita e inestimabile occasione di camminare insieme".
Sul Venerdì del 4 febbraio 2022