Nel vasto mondo e baldanzoso di quelli che "ci mettono la faccia", l'altra settimana Matteo Salvini l'ha cambiata presentandosi a un comizio senza più la barba. Dopo aver reso noto che non succedeva da dieci anni, in punta di polemico vittimismo ha voluto aggiungere: "Domani parleranno solo di questo". Forse si aspettava di più, perché il giorno dopo le cronache - e non tutte - hanno dedicato alla circostanza solo qualche riga. Così, sia pure in congruo ritardo, potrà accontentarsi di questa trascurabile noterella ispirata dal fatto che il mutamento di maschera, che in latino si dice persona, coincide esattamente con l'inizio della campagna elettorale estiva; là dove il dato stagionale giustificherebbe un alleggerimento di peli sul volto, anche se sul piano del messaggio politico il Salvini rasato potrebbe spiegarsi con la necessità di far meno paura, inseguire il voto moderato, per così dire, e co…
Nel vasto mondo e baldanzoso di quelli che "ci mettono la faccia", l'altra settimana Matteo Salvini l'ha cambiata presentandosi a un comizio senza più la barba. Dopo aver reso noto che non succedeva da dieci anni, in punta di polemico vittimismo ha voluto aggiungere: "Domani parleranno solo di questo". Forse si aspettava di più, perché il giorno dopo le cronache - e non tutte - hanno dedicato alla circostanza solo qualche riga. Così, sia pure in congruo ritardo, potrà accontentarsi di questa trascurabile noterella ispirata dal fatto che il mutamento di maschera, che in latino si dice persona, coincide esattamente con l'inizio della campagna elettorale estiva; là dove il dato stagionale giustificherebbe un alleggerimento di peli sul volto, anche se sul piano del messaggio politico il Salvini rasato potrebbe spiegarsi con la necessità di far meno paura, inseguire il voto moderato, per così dire, e così via. Con la piena consapevolezza che ben altri sono i problemi che affliggono l'Italia in questo drammatico frangente eccetera, si eviterà qui di giudicare se il Capitano stia meglio o peggio. L'indizio, quant'altri mai neurovisivo, è che del taglio della barba si era ritenuto in dovere di dar conto a Berlusconi con il quale in proposito aveva ingaggiato una scommessa che sa tanto di omaggio votivo, talismano della vittoria e pegno d'alleanza. E così, rientrando in gioco le peripezie del berlusconismo pilifero, agli attempati rubrichisti può succedere di sentirsi un po' più giovani. Era l'aprile del 2011 quando, nel corso di una premiazione promossa dal ministero della Gioventù di Giorgia Meloni, Silvione espresse compiutamente, per giunta a spese del barbuto professore che l'aveva accolto, le ragioni della sua storica e conclamata idiosincrasia. Non c'entravano né i barbudos della rivoluzione castrista né i talebani. Specie per quanti svolgono il loro impegno in pubblico, spiegò con didascalica e crudele franchezza, la barba "ispira diffidenza dando l'impressione che chi la porta voglia nascondere qualche malformazione". Accadde così che qualche anno dopo l'aspirante governatore lombardo Attilio Fontana affrontò la campagna elettorale dopo essersi tagliato la barba; o che dopo la vittoria il Cavaliere pose la questione al presidente siciliano Musumeci: "Senti a me, da amico: tagliati quell'orribile e ridicolo pizzetto". Analoga e giocosa intimidazione dovette subire a più riprese il ministro La Russa, una volta perfino durante il giuramento, sotto gli occhi di un accigliato Napolitano. Sembra incredibile, ma anche oggi che ha quasi 86 anni Berlusconi si ritiene ancora un modello, pure fisico, al quale conformarsi - e Salvini l'asseconda non si sa se per gentilezza o calcolo, cortigianeria o pietà.
Sul Venerdì del 12 agosto 2022