✕

È cambiato il binario

Claudio Villa e la sua Binario 

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

Si farà l'amore ognuno come gli va, d'accordo: ma se i due sessi non fossero due? Essere boomer vuol dire essere un po' goffo e spesso anche un po' comico, per cui le prime volte in cui si è sentito risuonare l'aggettivo "binario", come sospinto da un grottesco e poetico riflesso il pensiero, o chi per lui, correva a impigliarsi attorno a una vecchia (1959), ma non dimenticata canzone di Claudio Villa, "Binario, triste e solitario" gorgheggiava il Reuccio in un trionfo di violini, "tu che portasti via,/ col treno dell'amore,/ la giovinezza mia...".

Con lo scorrere degli anni la ribalda suggestione ha ceduto il passo a tutt'altro significato per cui ora, più che le rotaie, il termine binario evoca il regime esclusivo dei due sessi che nega appunto le identità non binarie, e tuttavia sempre più variamente presenti nell'odierna società e sempre meno disposte a lasciarsi ingabbiare in questo o quell'altro codice, non solo maschile e femminile, ma anche paterno, materno, bisex, omosessuale, trans, drag, queer e così via.

Si moltiplicano nel frattempo i testimonial di questo orientamento esistenziale che si rivendica fluttuante, variegato, perfino provvisorio; una realtà ormai popolare in cui però non è difficile scorgere bagliori di futuro: dalla fidanzata trans del calciatore Mbappé all'ormai costante presenza di figure trans nei reality, dal successo globale di serie televisive come Transparents a quello di un film come L'immensità di Emanuele Crialese, regista che così si è presentato alla Mostra di Venezia: "Sono nato donna. Ho solo scelto se vivere o morire". Allo stesso tempo aumentano i casi di legislazioni (alcuni Stati americani, Argentina, Australia), che riconoscono il genere non binario come una possibilità, mentre di recente la Spagna ha approvato la "Ley trans" e in Scozia è consentito il cambio di genere sui documenti a 16 anni senza certificazione medica.

Si tratta di una questione di enorme impatto che attraversando il diritto, la morale, la teologia, la biologia, la genetica, l'endocrinologia, la coscienza, insomma la vita e la sofferenza di tante persone arriva a mettere in dubbio certezze finora assolute - ma quante volte nella storia umana le certezze si sono sgretolate? Anche di questo sarebbe giusto fare tesoro, senza reciproche crociate e scomuniche, consapevoli del fatto che dopo tutto e prima di tutto ci si trova sulla stessa barca.

A tale riguardo, per vecchietti ignorantelli, creature curiose e individui di buona volontà vale senz'altro la lettura, autobiograficamente cruda, culturalmente raffinata e a tratti anche poetica, di Sono un mostro che vi parla (Fandango) di Paul Beatrix Preciado, pensatore all'altezza dei tempi. Magari da lassù Claudio Villa, binario ferroviario e non queer, saprà comprendere.

Sul Venerdì del 6 gennaio 2023