Se il corpo è il messaggio, non suoni così campato in aria chiedersi se, quando e come la nuova segretaria del Pd Elly Schlein, che qui sotto si vede in copertina sull'Espresso con affilatissima scollatura, darà corso alla promessa annunciata il 23 febbraio alla radio: "Se vinco alle primarie, vado a piedi a San Luca e lì mi tingo i capelli di rosso". Al netto della zip e del pellegrinaggio, che si tratti di simbolica ciocca o di tintura integrale appare addirittura secondario.
Di primaria importanza non solo mediatica è piuttosto il corpo della giovane Elly e la particolare reazione che suscita in certe zone dell'opinione pubblica: uno smarrimento dietro cui s'intravede paura per la palese violazione dei canoni estetici della donna nel potere, niente trucco e acconciatura, niente botox o ritocchi, outfit sorvegliatamente eccentrico o studiatamente trascurato; una specie di insopportabilità che, anche per via del conclam…
Se il corpo è il messaggio, non suoni così campato in aria chiedersi se, quando e come la nuova segretaria del Pd Elly Schlein, che qui sotto si vede in copertina sull'Espresso con affilatissima scollatura, darà corso alla promessa annunciata il 23 febbraio alla radio: "Se vinco alle primarie, vado a piedi a San Luca e lì mi tingo i capelli di rosso". Al netto della zip e del pellegrinaggio, che si tratti di simbolica ciocca o di tintura integrale appare addirittura secondario.
Di primaria importanza non solo mediatica è piuttosto il corpo della giovane Elly e la particolare reazione che suscita in certe zone dell'opinione pubblica: uno smarrimento dietro cui s'intravede paura per la palese violazione dei canoni estetici della donna nel potere, niente trucco e acconciatura, niente botox o ritocchi, outfit sorvegliatamente eccentrico o studiatamente trascurato; una specie di insopportabilità che, anche per via del conclamato orientamento fluido del personaggio, immediatamente si traduce in un poliedrico dileggio, ora antisemita, ora omofobo e sessista, comunque figlio di questo tempo cieco, spumeggiante e dissennato, vedi i meme e le battute sul naso, i riferimenti al mondo trans, i giochi di somiglianza con Pippo Franco o i dromedari, "e che, con due euro volevate Belen?".
Sono temi delicati e scriverne, specie in buonafede, è come camminare sulle uova o peggio. Sia dunque consentito di limitare la nozione di bodyshaming osservando che nella lotta politica il corpo del nemico, maschio o femmina che sia, è da sempre oggetto di odio e di scherno, come a suo tempo documentato in vignette e manifesti sulla trasfigurazione volpina e lupoide di Togliatti, la gobba di Andreotti, la statura di Fanfani, il micro pene di Spadolini. Anche in tempi più recenti e quindi televisivi non c'è leader che si sia salvato, per cui Prodi aveva la faccia da mortadella, Bossi non si lavava, sul corpo di Berlusconi è stato detto di tutto, senza risparmiarsi la riesumazione dei vecchi calendari di Carfagna, la plastica di Santanché, le barzellette su Rosy Bindi e perfino le esercitazioni sul cilicio di Binetti.
Eppure stavolta, come ha notato su Facebook Vincenzo Susca, sociologo della comunicazione all'università di Montpellier e autore del recente Tecnomagia (Mimesis), dopo le grisaglie corazzate della Prima Repubblica e i travestimenti spesso osceni della Seconda, emerge una figura lontana da ogni logica binaria così come dai codici della pubblicità tradotti in marketing politico; una nerd, si è definita "in un Paese dove la maggioranza delle persone non sa neanche che cosa significhi". Ed è come se attraverso il corpo di Elly si affacciassero sulla scena pubblica "una serie di minoranze vivide e attive che esprimono l'aspetto più contemporaneo della società italiana" - con frezza rossa o meno, si vedrà.
Pubblicato sul Venerdì del 17 marzo 2023