Tutti nudi

Nelle ultime settimane si sono moltiplicate celebrazioni e proteste con un punto comune: il corpo mostrato senza pudore
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Sarà l'arrivo della primavera, ma per una di quelle combinazioni che fanno la felicità dei rubrichisti in affanno, nei giorni scorsi a Roma si sono mostrati nudi gli attivisti e le attiviste di Last Generation, che hanno bloccato il traffico sulla salita del Tritone; sul Lungomare Caracciolo è comparso nudo l'attore comico Francesco Paolantoni per festeggiare, come da promessa, lo scudetto del Napoli; e infine, per tornare a Roma, davanti all'Eliseo un collettivo di attori e attrici ha fatto mostra delle proprie "vergogne", fra virgolette, per protestare contro le posizioni espresse da Luca Barbareschi a proposito del metoo.


Dal punto di vista tecnico-quantitativo, se così si può dire, nel primo caso si trattava di una nudità di protesta, però parziale, ovvero dalla cintola in su, anche se segnata da sinistre catene e slogan ambientalisti scritti a carboncino sui corpi; nella gioiosa esibizione di Paolantoni è andata in scena una nudità pressoché integrale, per quanto sommariamente schermata da una caccavella inox ripiena di pasta e patate che lui ha ingollato lungo la trionfante passeggiata; quanto al blitz anti-Barbareschi, le manifestanti hanno alzato la gonna, mentre l'unico maschio, di spalle, non aveva proprio né pantaloni né mutande.

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Come impatto neurovisivo, se si esclude la scommessa di Paolantoni che peraltro si è svolta senza alcun intervento delle forze dell'ordine, le diverse performance degli ecologisti e degli attori evocano un po' quelle delle Femen ucraine: innescare una comparazione tra il corpo nudo e un problema sociale irrisolto, qualcosa che sta fra il rilancio e la sfida per far emergere il "vero" scandalo, l'autentica oscenità. Perché nulla come il nudo comunque attira, colpisce, perturba e a volte atterrisce; è alto e basso, volgare e poetico, può diffondere il calore come il gelo, evocare la farsa e la tragedia, la violenza e il suo contrario, la vergogna e la sfacciataggine. In un mondo che spende e spande per le più sofisticate strategie promozionali e di comunicazione, ha una sicura efficacia e non costa nulla.

Lo sanno bene la moda, l'arte, la pubblicità, i promotori di iniziative di beneficenza e a tutela degli animali, le riviste e i siti di gossip che vanno a caccia di vip senza veli sulle spiagge e sulle barche. Dai Maneskin alla prevenzione dei tumori, dal naturismo alla rivolta contro le molestie, di slancio il nudo va mutando il suo tratto di tabu sessuale per cercare e conquistare un'attenzione che è irriducibilmente soggettiva e insieme plurale nella sua sorprendente varietà: a ciascuno la sua innocenza originaria, a chiunque la sua risposta di libera verità corporea contro le bugie, gli eccessi e gli stravolgimenti di un tempo che sempre più vive di fantasmi digitali.

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Sul Venerdì del 12 maggio 2023

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