Il potere dei video-sorci
di Filippo CeccarelliIn mancanza di un proprio Ufficio di Comunicazione, i video-sorci della capitale approfittano di questa rubrichetta per rendere nota la loro protesta per essere stati esclusi dal Tavolo dell’Emergenza Topi convocato e subito divenuto campo di battaglia fra il Comune di Roma e il ministero della Cultura dopo il filmato che ha ripreso cinque di loro mentre assaggiavano il cartone di una pessima pizza turistica in zona Colosseo.
Non senza aver fatto osservare l’evidente violazione della privacy, i rappresentanti della categoria vorrebbero ribadire, contro la solita indignazione, che la loro storica presenza, al momento valutata fra i sei e i dieci milioni di individui, non solo assegna all’Urbe un indiscutibile primato europeo, ma soprattutto disvela, con la diffusione delle tecnologie digitali, un enigmatico, se non arcano rapporto con il potere.
Per restare al passato prossimo la recente memoria va a un video del luglio 2016 in cui alcuni bambini di Tor Bella Monaca si esercitavano, …
In mancanza di un proprio Ufficio di Comunicazione, i video-sorci della capitale approfittano di questa rubrichetta per rendere nota la loro protesta per essere stati esclusi dal Tavolo dell’Emergenza Topi convocato e subito divenuto campo di battaglia fra il Comune di Roma e il ministero della Cultura dopo il filmato che ha ripreso cinque di loro mentre assaggiavano il cartone di una pessima pizza turistica in zona Colosseo.
Non senza aver fatto osservare l’evidente violazione della privacy, i rappresentanti della categoria vorrebbero ribadire, contro la solita indignazione, che la loro storica presenza, al momento valutata fra i sei e i dieci milioni di individui, non solo assegna all’Urbe un indiscutibile primato europeo, ma soprattutto disvela, con la diffusione delle tecnologie digitali, un enigmatico, se non arcano rapporto con il potere.
Per restare al passato prossimo la recente memoria va a un video del luglio 2016 in cui alcuni bambini di Tor Bella Monaca si esercitavano, attorno a un cassonetto, nella conta dei ratti enumerandone in crescendo fino a 24. Venne la sindaca Raggi e pubblicamente ringraziò il bimbo autore del filmato: «Grazie a te, interveniamo». Non molto tempo dopo, nel giorno dell’ennesimo rimpasto di giunta, il cadavere di un topo apparve direttamente in Campidoglio dietro la grata di un armadio colmo di faldoni presso l’Avvocatura capitolina.
Un mese fa, d’altra parte, come un presagio per il sindaco Gualtieri, un altro video-sorcio fu avvistato in un supermarket proprio nella piazza del Nazareno dove ha sede il Pd.
Sulla partecipazione dei topi alle vicende capitoline si può andare molto indietro, olim rusticus urbanum murem mus paupere fertur, eccetera, scriveva già Orazio. Ma anche la più recente e alta poesia romanesca salda il destino dei ratti a quello del comando e alle diseguaglianze. Ne L’elezzione nova, Giuseppe Gioachino Belli fa svolgere ai sorci, dopo la morte di “Rosicheo Siconno”, addirittura un conclave che si conclude con l’elezione di “Divorino Sesto”. Mentre Trilussa riprese in chiave sociale l’antica fiaba-metafora del topo di città e del topo di campagna. Quest’ultimo, intimidito da una trappola, viene dal collega rassicurato: «Ma qui se rubbi non avrai rimproveri,/ le trappole so fatte pe li micchi:/ ce vanno drento li sorcetti poveri/ mica ce vanno li sorcetti ricchi!».
Anche di questo esito si potrà nutrire l’inedito tavolo panteganesco. Voci raccolte in ambienti vicini ai video-sorci indicano che la soluzione da essi più temuta sarebbe quella proposta dal senatore Antonio Razzi che nel 2016 prese contatto con autorità della Corea del Nord per far arrivare 500 mila gatti asiatici affamatissimi «da dislocare nei punti cruciali della città» (eterna).
Sul Venerdì dell’8 settembre 2023