Povera porchetta, a salvarti non basta un monumento
di Francesco Merlo , di Francesco MerloA conferma che, nel mondo libero, il monumento infama e il divieto glorifica, a Roma è cominciato il processo alla porchetta, da quando a Trastevere le hanno fatto la statua. Al contrario, in Inghilterra si celebrano salsiccia, bacon e pork pie da quando il governo ha annunziato il divieto di pubblicità per il cibo dell’obesità. Tanto più che il divieto vale sino alle 21, quando, messi i bambini a letto, comincia il tempo del peccato e della maialata, il tempo della trasgressione e della maga Circe.
A Trastevere il monumento in marmo è stato deriso dagli artisti e dai passanti. E gli animalisti sono finalmente arrivati al caput mundi con i loro volantini contro la macellazione. Quest’anno in Italia sono già stati macellati ben 3.645.144 maialini, con i loro “visi rosei e paffuti”, “fratellini nostri miti e intelligenti, simpatici e affettuosi”, ai quali gli attivisti, con tutte quelle sigle - Apac, Aidaa, L…
A conferma che, nel mondo libero, il monumento infama e il divieto glorifica, a Roma è cominciato il processo alla porchetta, da quando a Trastevere le hanno fatto la statua. Al contrario, in Inghilterra si celebrano salsiccia, bacon e pork pie da quando il governo ha annunziato il divieto di pubblicità per il cibo dell’obesità. Tanto più che il divieto vale sino alle 21, quando, messi i bambini a letto, comincia il tempo del peccato e della maialata, il tempo della trasgressione e della maga Circe.
A Trastevere il monumento in marmo è stato deriso dagli artisti e dai passanti. E gli animalisti sono finalmente arrivati al caput mundi con i loro volantini contro la macellazione. Quest’anno in Italia sono già stati macellati ben 3.645.144 maialini, con i loro “visi rosei e paffuti”, “fratellini nostri miti e intelligenti, simpatici e affettuosi”, ai quali gli attivisti, con tutte quelle sigle - Apac, Aidaa, Lav,Lida,Csa…- che non riescono a diventarci familiari, stanno cercando un nuovo posto anche nel linguaggio.
Basta dunque con l’imprecazione e l’insulto del cane (porco cane) del mondo (porco mondo), del vecchio (vecchio porco). Sono ancora tollerati il “porcellino mio” della lecita goduria e il “sei sano come un maialino” della buona salute. Al contrario, in Inghilterra il divieto fa volare il pork, il food della prosperità e dell’abbondanza, l’animale di cui non si butta niente, soddisfatto e felice di fornire, sin dall’antichità più remota, la carne più consumata e più conservata.
Fu appunto la necessità di conservarla nelle spezie a spingere gli europei verso l’Oriente e verso le Indie, verso dunque la scoperta dell’America. E invece oggi il divieto di pubblicità è stato imposto dalla first lady Carrie Symonds. Benché abbia dato prove di intelligenza, per i tabloid la signora è rimasta “the dumb blonde”, la stupida bionda. Sarà difficile averla vinta contro crispy bacon e sausages per la terza moglie trentatreenne di Boris Johnson (56 anni), l’omone grande e grosso che, pur con dieci chili in meno, moltissimo continua a somigliare sia a Proteo, l’individuo-maiale che predice il futuro a Menelao, sia al divino porcaro Erimeo, fedele servitore di Ulisse, il solo, insieme al cane Argo, che lo riconobbe.
Ma è la dialettica dei contrari che ci appassiona di più, del divieto che come un attributo d'onore e un titolo di prestigio, alla fine benedice il diavolo, mentre la statua romana, che ovviamente è stata sporcata di vernice rosso-sangue, non resiste al ridicolo e condanna non il tenero cucciolo da tenere in braccio, ma l’uomo che lo arrostisce e lo mangia per smodata ingordigia perché con la sua bocca che è un abisso ingoia i cadaveri di altri esseri viventi. E chissà se è vero che i romani si sono messi a guardar male le famose camionette dei porchettari attorno al Colosseo dove ancora si mangia, si frega e se fa subito a cazzotti, come ai tempi del Belli, pe’ schiaffasse in saccoccia li quadrini.