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Da Fedro alla "coreana", la fortuna della zanzara

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C'è la zanzara che punge, succhia il sangue e trasmette malaria e febbre gialla e c'è la zanzara che diverte e affascina gli intellettuali. C'è il parassita che da 190 milioni di anni domina la Terra e ogni anno uccide 800 mila uomini (Timothy Winegard "Zanzare") e c'è l'affascinante monella che ispira migliaia di filastrocche, poesie, e canzoni per bambini. C'è il micidiale parassita con le sue tremila varianti, e c'è la piccola regina che in Fedro, in Esopo e in Walt Disney ci insegna la morale. Ebbene, chissà cosa accadrà nel mondo delle metafore e delle allegorie adesso che è arrivata la zanzara coreana, la zanzara d'inverno, ennesimo sottosopra che non rovescia solo le stagioni, ma persino la politica.

Cosa ne sarà, per esempio, della zanzara di sinistra, rivoluzionaria e sfrontata che, già nel mitico1968, al liceo Parini di Milano indossò la minigonna so…

C'è la zanzara che punge, succhia il sangue e trasmette malaria e febbre gialla e c'è la zanzara che diverte e affascina gli intellettuali. C'è il parassita che da 190 milioni di anni domina la Terra e ogni anno uccide 800 mila uomini (Timothy Winegard "Zanzare") e c'è l'affascinante monella che ispira migliaia di filastrocche, poesie, e canzoni per bambini. C'è il micidiale parassita con le sue tremila varianti, e c'è la piccola regina che in Fedro, in Esopo e in Walt Disney ci insegna la morale. Ebbene, chissà cosa accadrà nel mondo delle metafore e delle allegorie adesso che è arrivata la zanzara coreana, la zanzara d'inverno, ennesimo sottosopra che non rovescia solo le stagioni, ma persino la politica.

Cosa ne sarà, per esempio, della zanzara di sinistra, rivoluzionaria e sfrontata che, già nel mitico1968, al liceo Parini di Milano indossò la minigonna sopra il pungiglione della libertà sessuale? Potrebbe piacere, l'Aedes koreicus, alla destra trasgressiva. Beffarda criminale d'inverno, poterebbe farsi protagonista, con i razzisti gli omofobi e i fascisti, della trasmissione-comunità di Cruciani e Parenzo alla radio della Confindustria. Di sicuro la zanzara invernale, con pelliccia e colbacco, farà dimenticare la zanzara in abito da sera dello Zecchino d'oro.

E basta con i sentimentalismi e la goccia di sangue che riporta in vita principesse, basta con la simpatica zanzarita cubana che tormenta la "noche" di Renzo Arbore. La zanzara delle nevi dissanguerà il povero vecchio Scrat, lo scoiattolo dell'era glaciale appunto. E Steven Spielberg sarà costretto a traslocare l'isola di Jurassic Park dalla Costarica al Polo Nord trovando la coreana, imprigionata nella resina ghiacciata degli arbusti nani, con il sangue vivo del Gigantopiteco e tutte le malattie terribili che faranno invidia all'ormai mite coronavirus.

Ci consola la certezza che, sia in natura sia in metafora, la zanzara d'inverno non sarà difesa dagli animalisti che, con l'esclusione dell'odiato bipede uomo, difendono tutti gli altri: dai quadrupedi ai monopodi, dai millepiedi ai topi e persino sciacalli, mosche, pulci, cimici e pure scarafaggi, presi a simbolo della decadenza dell'uomo nella Metamorfosi del commesso di Kafka. 

Nessuno mai penserà di risolvere il proprio mal di vivere risvegliandosi trasformato in questa zanzara coreana, il cui modello base, prototipo del male, è sbarcato a Bergamo, la città che importando il Covid, aveva già fatto del mondo un'unica popolazione attaccata e inerme. È vero che derattizziamo topi e ratti e non Topolino e Minnie. Ma questa volta ci libereremo anche delle metafore e magari riscopriremo pure il Ddt nel disperato inverno che ci attende. Purtroppo infatti questa beffarda femmina alfa "sente" il vento molto più della zanzara tropicale e dunque fiuta lo spostamento della ciabatta nemica, calcola la direzione e se la fila dall'altro lato. Non ne beccheremo mai una. Non ci resta che spiaccicare sul muro le metafore.