Si aprono tutti con un colpo di piatti i libri di Giampiero Mughini. E "care e cari rompicazzi, quanto vi amo" sonoramente apre questa galleria di vite moleste che, se fossi Mughini, porterei in teatro: atti unici come "frecce avvelenate". Basterebbe un leggio, il Novecento per immagini, e de te fabula narratur: i Rolling Stones e Marina Ripa di Meana, Giovanni Ansaldo e Giuse…