Prima di lodarli perché, nel metodo, sono comunque meglio di Conte e Grillo, di Renzi e Calenda, e ovviamente pure dei miei colleghi giornalisti da insulto, devo raccontarvi, velocemente riassumendo in rima, che Fedez e Tony Effe si sono sfidati a singolar canzone e, rapper contro trapper, se le cantano di santa ragione.
Con i loro brani si mordono come cani. Fedez gli solfeggia «infame scrivevi a mia moglie mentre mi abbracciavi», e Tony gli gorgheggia «Chiara dice che mi adora, dice che non vedeva l’ora». Insomma, i testi sono modesti. È molto facile il rimario e abbonda il turpiloquio nel frasario. Come due poeti si disputano la bella Chiara, ma come due analfabeti la buttano in caciara. Anche la musichetta non è granché, perepepereppeppè.…
Prima di lodarli perché, nel metodo, sono comunque meglio di Conte e Grillo, di Renzi e Calenda, e ovviamente pure dei miei colleghi giornalisti da insulto, devo raccontarvi, velocemente riassumendo in rima, che Fedez e Tony Effe si sono sfidati a singolar canzone e, rapper contro trapper, se le cantano di santa ragione.
Con i loro brani si mordono come cani. Fedez gli solfeggia «infame scrivevi a mia moglie mentre mi abbracciavi», e Tony gli gorgheggia «Chiara dice che mi adora, dice che non vedeva l’ora». Insomma, i testi sono modesti. È molto facile il rimario e abbonda il turpiloquio nel frasario. Come due poeti si disputano la bella Chiara, ma come due analfabeti la buttano in caciara. Anche la musichetta non è granché, perepepereppeppè.
Esco ora dall’imitazione e torno alla tenzone, perché senza la rima cretina facciamo meglio e facciamo pure prima. A differenza della bella Angelica nel Combattimento di Orlando e Rinaldo, quello di «vidìti quantu po’ ‘n pilu di fimmina», Chiara si è arrabbiata perché, d’impeto, i due hanno coinvolto i suoi bambini e questa volta le pessime rime sono il meglio del peggio: «Non assomigli a tuo figlio, ma sei un coniglio».
Dunque la mamma ha reagito così: «Fate quello che volete ma lasciate tutti in pace me e i miei figli». Sono sicuro che Fedez e Tony Effe sapranno presto comporre di meglio, musica e parole magari persino più aspre, ma più di poesia. E però già così sono, come dicevo, meglio di Conte e Grillo, che si contendono in prosa 300 mila euro l’anno. Il vile danaro nel linguaggio “quasico” di Conte diventa “malleveria”. E il pizzo “padronale” lo chiama “dominicale”.
Ecco, tra Fedez e Tony Effe non è questione di prezzo e, anche se ci si mandano, non rivendicano ideali che il vaffa non può avere. Inoltre, vi domando: non sarebbe stato meglio se Renzi e Calenda se le fossero cantate in musica invece di imbrogliarsi negli estenuanti tira e molla delle finte amicizie e degli insulti di nascosto? Non mi perdo nel lunghissimo elenco delle polemiche politiche che le canzoni alla Fedez e alla Tony Effe, avrebbero alleggerito, nobilitato, e persino consacrato con l’arte di parte.
È vero che i due monellacci per ora fanno il verso agli insulti che si scambiavano i rapper americani, — è questo il significato di dissing — nella guerra detta dell’hip hop. Sono insomma un po’ “Tu vuò fà l’americano” e un po’ il maccarone di Nando Mericoni. Ma, fosse pure marketing sponsorizzato, come dice qualcuno, in loro c’è comunque l’eco della “vituperatio iocosa”, la tenzone in versi tra Dante e Forese Donati, per esempio, che se le suonavano, anzi se le sonettavano di brutto.
E il sommo poeta all’amico persino rinfacciava di non soddisfare la moglie, la cui «tosse, ’l freddo e l’altra mala voglia» non sono per età «ma per difetto ch’ella sente al nido». Insomma sono sulla cattiva-buona strada Fedez e Tony Effe per cantarci una divina commedia e quindi uscire a riveder le stelle.