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Il falconiere della Lazio è pura letteratura che diventa vita

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La vicenda di Juan Bernabé è una perfetta farsa, e ha i tratti caricaturali di certa mitologia d’epoca mussoliniana
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E l’aquila Olimpia, cosa ne sarà dell’uccello ammaestrato della Lazio? Nel Decamerone, il falconiere Federigo degli Alberighi, ridotto in miseria, confessa a Monna Giovanna: «questa mattina arrostito l’avete avuto in sul tagliere». Solo se smettessimo di sghignazzare ci accorgeremmo che il falconiere fascista della Lazio, che fa il saluto romano e si è fatto operare al pene perché, ha spiegato, «volevo essere più maschio», è un caso di letteratura che diventa vita, è il “Priapo Maccherone Maramaldo” e «la sua foja di sé medesimo» di Carlo Emilio Gadda.

E va bene che ama “tantissimo Mussolini”, ma è spagnolo e si chiama Juan. Dunque, è pure il cocchiere Pedro, quello di adelante con juicio, il piccolo che si sentiva grande e, facendo volare la frusta, «si rammentò chi era e chi conduceva». Anche Juan, che negli stadi fa volare Olimpia sui tifosi della Lazio, si rammenta chi è quando Cruciani e Parenzo alla Zanzara gli insinuano un’impotenza e lui si arrabbia in italo-spagnolo: «Io teng…

E l’aquila Olimpia, cosa ne sarà dell’uccello ammaestrato della Lazio? Nel Decamerone, il falconiere Federigo degli Alberighi, ridotto in miseria, confessa a Monna Giovanna: «questa mattina arrostito l’avete avuto in sul tagliere». Solo se smettessimo di sghignazzare ci accorgeremmo che il falconiere fascista della Lazio, che fa il saluto romano e si è fatto operare al pene perché, ha spiegato, «volevo essere più maschio», è un caso di letteratura che diventa vita, è il “Priapo Maccherone Maramaldo” e «la sua foja di sé medesimo» di Carlo Emilio Gadda.

E va bene che ama “tantissimo Mussolini”, ma è spagnolo e si chiama Juan. Dunque, è pure il cocchiere Pedro, quello di adelante con juicio, il piccolo che si sentiva grande e, facendo volare la frusta, «si rammentò chi era e chi conduceva». Anche Juan, che negli stadi fa volare Olimpia sui tifosi della Lazio, si rammenta chi è quando Cruciani e Parenzo alla Zanzara gli insinuano un’impotenza e lui si arrabbia in italo-spagnolo: «Io tengo la mi erección naturale».

Davvero Juan è il “personaggio-uomo” che, scrisse il più grande critico del Novecento, Giacomo Debenedetti, «ci viene incontro dai romanzi e anche dai film». Infatti, nell’esibizione su Instagram della sua virilità posticcia, c’è l’italica Maschilità, che è il libro di Giovani Papini del 1915, il fascismo letterario che sembra resuscitato dallo Spirito del Tempo, il ritorno alla tradizione sognato da Valditara e Mollicone e Fazzolari, un falconiere da ospitare nel salotto di La Russa e una protesi aerospaziale perfetta per la modernolatria italocentrica della mostra sul futurismo di Roma.

In fondo, nel bisogno di «mi vita sesuale plena», c’è il Duce che consuma a Palazzo Venezia senza togliersi gli stivali e continuando a governare – «per Dio, chiamatemi De Bono» – come raccontarono Montanelli e Longanesi nelle Memorie del cameriere di Mussolini. E c’è il fascismo cinematografico soprattutto nel senatore presidente Lotito che caccia dalla Lazio sia il falconiere sia il suo chirurgo futurista Gabriele Antonini («l’ha operato gratis per farsi pubblicità») perché «io in 67 anni non ho mai saltato una messa». Sembra il Federale di Tognazzi che, da un lato esibisce gli attributi ma senza protesi, «alla velocità della luce li ho licenziati», e dall’altro rivendica la Mistica Laziale – «la Lazio è un ente morale» – che, però, secondo le cronache è Mistica Fascista. E basti ricordare che Anna Frank , anzi “Annafranche”, è diventato un insulto nei covi schizo-fascisti della Lazio.

Lì, nella sede dove vive da 15 anni, Juan si è asserragliato, offeso dal mondo, come un morto senza tomba di Sartre, come Miss Havisham di Great Expectations, come un boia chi molla. E un’amica mi sorprende con il romanzo di Laurent Petitmangin, Ce qu’il faut de nuit – è anche film – dove un padre, disperato, scopre che il figlio adolescente sta diventando fascio da una bandana con la croce celtica: «Ça vient de la Lazio, de leur virage nord».

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