Da un mese ormai Svetlana ogni domenica pomeriggio , dopo essere andata a messa nella chiesa Ucraina, va alla stazione Tiburtina di Roma e invia pacchi di cibo, vestiti, coperte, omogeneizzati, pannolini e latte in polvere per sua figlia che vive vicino a Kiev e ha un bimbo di pochi mesi. E per suo figlio, che ha vent’anni, studia all'università e potrebbe essere chiamato a combattere. “Sono quasi 30 anni che faccio la badante in Italia, io e le tante donne ucraine come me abbiamo lasciato i nostri figli da bambini per poter dare loro un futuro, abbiamo sofferto una solitudine terribile, sempre sole con anziani malati, spesso con la demenza senile, dovendo lottare per essere messe in regola (ASCOLTA IL PODCAST)
Da un mese ormai Svetlana ogni domenica pomeriggio , dopo essere andata a messa nella chiesa Ucraina, va alla stazione Tiburtina di Roma e invia pacchi di cibo, vestiti, coperte, omogeneizzati, pannolini e latte in polvere per sua figlia che vive vicino a Kiev e ha un bimbo di pochi mesi. E per suo figlio, che ha vent’anni, studia all'università e potrebbe essere chiamato a combattere. “Sono quasi 30 anni che faccio la badante in Italia, io e le tante donne ucraine come me abbiamo lasciato i nostri figli da bambini per poter dare loro un futuro, abbiamo sofferto una solitudine terribile, sempre sole con anziani malati, spesso con la demenza senile, dovendo lottare per essere messe in regola (ASCOLTA IL PODCAST)