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Una donna e il figlio arrivano alla stazione di Wuhan per lasciare la città, 8 aprile 2020 (Noel Celis/AFP) (afp)

Outlook | La liberazione di Wuhan e le nuove regole per lavorare

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Questo è il numero di giovedì 9 aprile 2020 della newsletter Outlook, firmata da Federico Rampini. L'iscrizione è inclusa nell'abbonamento a Rep:. Per attivare l'iscrizione clicca qui.
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IN SINTESI
 
  • Nell’immediato la notizia drammatica è l’aumento esponenziale della disoccupazione americana: +6,6 milioni di disoccupati in una sola settimana, il totale di quelli che hanno perso il lavoro supera i 16 milioni
  • Cominciano a vedersi scene da Grande Depressione: la Guardia Nazionale mobilitata a distribuire pasti ai nuovi poveri
  • Modesto sollievo viene dalla notizia che Russia e Arabia saudita hanno finalmente raggiunto l’accordo per stabilizzare il mercato del petrolio; o che la Federal Reserve aumenta anche oggi l’arsenale dei suoi interventi per garantire liquidità
  • Proiettando lo sguardo verso il futuro, in cosa investono le imprese americane che si preparano al dopo-coronavirus? In intelligenza artificiale e automazione. Vogliono essere pronte a gestire la contabilità e l’amministrazione senza forza lavoro umana. Vogliono poter smaltire operazioni correnti, dal pagamento di stipendi e fornitori all&rsquo…
IN SINTESI
 
  • Nell’immediato la notizia drammatica è l’aumento esponenziale della disoccupazione americana: +6,6 milioni di disoccupati in una sola settimana, il totale di quelli che hanno perso il lavoro supera i 16 milioni
  • Cominciano a vedersi scene da Grande Depressione: la Guardia Nazionale mobilitata a distribuire pasti ai nuovi poveri
  • Modesto sollievo viene dalla notizia che Russia e Arabia saudita hanno finalmente raggiunto l’accordo per stabilizzare il mercato del petrolio; o che la Federal Reserve aumenta anche oggi l’arsenale dei suoi interventi per garantire liquidità
  • Proiettando lo sguardo verso il futuro, in cosa investono le imprese americane che si preparano al dopo-coronavirus? In intelligenza artificiale e automazione. Vogliono essere pronte a gestire la contabilità e l’amministrazione senza forza lavoro umana. Vogliono poter smaltire operazioni correnti, dal pagamento di stipendi e fornitori all’invio di fatture, anche quando gli uffici sono vuoti. È una delle tendenze che già emergono, sul mondo che verrà. L’altra ce la sta illustrando la Cina, con le eccezionali misure di “sicurezza sanitaria” nelle grandi aziende che hanno ripreso a funzionare
 

ASIA

Comincio dalla Cina dove la “liberazione” di Wuhan dalle restrizioni ha dato il via ad un esodo: solo ieri 55.000 hanno lasciato il capoluogo dello Hubei. Molti sono lavoratori migranti che erano stati bloccati durante le vacanze del Capodanno lunare ma erano attesi dalle aziende in altre zone della Cina. Il rischio è che cominci una seconda ondata di contagi se fra loro ci sono dei portatori di virus asintomatici.
 
Per prevenire questo pericolo, ma più in generale per alzare il livello di protezione sanitaria, le grandi aziende cinesi tornate in attività adottano una serie di nuove regole che dobbiamo osservare con attenzione. È un’altra possibile prefigurazione del mondo che verrà. Da un lato ci sono delle norme sanitarie imposte a tutte le aziende dal governo, e già queste sono stringenti: obbligo di maschere per tutti i dipendenti, obbligo di misurare la febbre ogni giorno, e di trasmettere un bollettino sanitario individuale alle autorità sanitarie, ogni 24 ore per ogni addetto. “Una persona, un rapporto”, è lo slogan che riassume questa campagna.
 
Ma le singole aziende ci aggiungono precauzioni supplementari. La Foxconn (quella che produce per Apple gli iPhone e iPad ed è il più grosso datore di lavoro privato con un milione di dipendenti) ha riorganizzato le mense. È proibito sedersi a tavola di fronte a un collega. Ogni sedile alla mensa aziendale ha un codice digitale Qr che il lavoratore deve scannerizzare, così l’azienda traccia esattamente chi si è seduto dove. All’ingresso e all’uscita dalla fabbrica vengono disinfettati gli effetti personali, dalle borse ai vestiti.
 
Le squadre di lavoro diventano fisse in modo da avere sempre gli stessi operai che si frequentano (anche questo aumenta la tracciabilità degli eventuali futuri contagi). Le videocamere a raggi infrarossi che misurano la temperatura corporea sono state piazzate in molti corridoi. Nei bagni possono entrare solo due persone alla volta. Un altro colosso, la Huawei, ha redatto un manuale di 73 pagine con le nuove regole di sicurezza sanitaria, con dettagli che arrivano a proibire certi tipi di cibo alla mensa, se non sono abbastanza cotti e sterilizzati.
 
 
 

EUROPA

È cinese anche la mia notizia europea di oggi. La Germania – pur essendo il paese europeo che sta affrontando meglio di ogni altro l’epidemia, con il sistema sanitario più attrezzato – non vuole correre il rischio di rimanere senza mascherine. La Merkel ha raggiunto un accordo speciale con Xi Jinping.
 
Lufthansa trasporterà in Germania 40 milioni di mascherine made in China. Sono tutte prodotte da aziende di Stato che garantiscono standard di qualità elevati (dopo gli scandali di mascherine scadenti consegnate in Spagna e Olanda). Continua così l’offensiva diplomatica della Cina per usare il coronavirus come un’opportunità geopolitica; mentre l’Occidente è diviso. La diplomazia americana rincorre quella cinese con affanno, tra improvvisazioni e gesti a effetto, senza un disegno.
 

 
STATI UNITI

Continuano i problemi di gestione amministrativa per gli aiuti alle famiglie e alle imprese. Le grandi aziende, che hanno rapporti consolidati con qualche banca, una storia antica di fidi, non incontrano difficoltà di accesso ai nuovi crediti agevolati. Ma una miriade di piccole imprese stanno facendo una fatica enorme. Certe banche (Citigroup, Wells Fargo) si rifiutano di fare da tramite tra i fondi federali e le piccole imprese, se queste non sono già loro clienti. Le denunce di ritardi si accumulano. Sul versante delle famiglie continua il caos amministrativo in molti Stati che devono smaltire un volume di domande di indennità di disoccupazione venti volte superiore al normale. Intanto per molti – lavoratori e imprenditori – i soldi dell’aiuto pubblico rimangono un titolo sui giornali. Mentre a Washington democratici e repubblicani preparano la nuova manovra per almeno 250 miliardi, il problema sul terreno è il collasso burocratico.
 
A proposito del mondo che verrà, due settori rischiano di essere irriconoscibili nel dopo-epidemia. Uno è la grande distribuzione: giganti dei grandi magazzini, degli shopping mall, catene dell’abbigliamento (da Neiman Marcus a J.C.Penney) hanno smesso di pagare stipendi e affitti e sono alle prese con debiti che vengono velocemente a scadenza. Per chi vende attraverso questi canali distributivi, un’ecatombe di fallimenti rischia di creare nuovi problemi quando si aprirà la fase 2.
 
E c’è anche chi trema nell’economia digitale. Ricordate la “rivoluzione Airbnb”? Quella app era diventata la nuova regina del turismo internazionale. Intere regioni d’Italia avevano convertito spontaneamente pezzi del mercato immobiliare, con milioni di famiglie che integravano i redditi grazie alla piattaforma Airbnb. Che perderà un miliardo di dollari solo nel primo semestre di quest’anno, ed è entrata nel lungo elenco delle vittime di questa crisi.
 
Tra i vincitori ci sono tanti produttori di apparecchi elettronici ed informatici improvvisamente indispensabili per chi lavora da casa, passa le giornate in videoconferenze, o cerca di raggiungere la propria clientela in modo efficace. Segnalo Logitech, numero uno delle webcam, che ha un’esplosione di domanda per i propri prodotti. Ma anche tante marche di computer laptop, e altri apparecchi per comunicare a distanza, filmare, registrare, connettersi. Il problema sono le catene logistiche: molti prodotti hanno ritardi di consegne di otto-nove settimane.
 

 

OUTLOOK

Lo studio che citavo all’inizio è della società di consulenza Bain. Ha fatto un’indagine tra i manager americani da cui risulta che in un biennio puntano a raddoppiare gli investimenti in automazione e software di intelligenza artificiale. È soprattutto il settore amministrativo, dalla gestione del personale alla contabilità, quello dove le aziende si vogliono emancipare dalla vulnerabilità della manodopera umana.