Outlook | La geografia del virus incrocia la politica
Federico Rampini , di FEDERICO RAMPINI
Questo è il numero di mercoledì 22 aprile 2020 della newsletter Outlook, firmata da Federico Rampini. L'iscrizione è inclusa nell'abbonamento a Rep:. Per attivare l'iscrizione clicca qui.
IN SINTESI
- Nel mondo che verrà, le metropoli avranno perso molto del loro appeal? Nella fuga attuale dalle grandi città c’è qualcosa che può diventare permanente
- La fine di un modello dove la tecnopoli ad alta densità, multietnica, culturalmente vivace, aveva una marcia in più
- Se proibisci l’affollamento per anni a venire, cosa resta di attraente a New York o San Francisco, Londra o Milano?
- Si fa sempre più prepotente l’uso geopolitico di questa crisi: sale l’ostilità fra Stati Uniti e Cina con uno sconfinamento nella sfera militare
- Occhio a Singapore dove la app di tracciabilità non funziona
STATI UNITI
La geografia del virus incrocia la politica, i modelli valoriali, gli stili di vita e le scelte abitative. Il popolo americano ha una mobilità elevata. Nelle crisi, chi fa bancarotta o viene licenziato a volte cambia vita, vende la casa (se non gliel’hanno gi&agr…IN SINTESI
- Nel mondo che verrà, le metropoli avranno perso molto del loro appeal? Nella fuga attuale dalle grandi città c’è qualcosa che può diventare permanente
- La fine di un modello dove la tecnopoli ad alta densità, multietnica, culturalmente vivace, aveva una marcia in più
- Se proibisci l’affollamento per anni a venire, cosa resta di attraente a New York o San Francisco, Londra o Milano?
- Si fa sempre più prepotente l’uso geopolitico di questa crisi: sale l’ostilità fra Stati Uniti e Cina con uno sconfinamento nella sfera militare
- Occhio a Singapore dove la app di tracciabilità non funziona
STATI UNITI
La geografia del virus incrocia la politica, i modelli valoriali, gli stili di vita e le scelte abitative. Il popolo americano ha una mobilità elevata. Nelle crisi, chi fa bancarotta o viene licenziato a volte cambia vita, vende la casa (se non gliel’hanno già pignorata) e trasloca in un altro Stato. Quale paesaggio emergerà da questa pandemia+depressione?Un’indicazione potrebbe venire dalla lista degli Stati Usa che vogliono vincere la gara delle riaperture anticipate: per lo più sono nel Sud e sono governati da repubblicani, come Georgia, South Carolina, Tennessee, Florida, Alabama e Mississippi. Sono tutte zone meno colpite dal contagio, anche perché meno densamente popolate rispetto a New York.
Nel bilancio finale di questo disastro vedremo forse emergere una diversa gerarchia geografica, economica, perché il modello della megalopoli farà fatica a rilanciarsi.
Altri Stati dell’America “profonda” sono invece vulnerabili ad uno shock parallelo, quello petrolifero. Magari hanno pochi malati di virus, ma la catastrofe energetica li impoverisce in modo più che proporzionale: nell’elenco i più dipendenti dal petrolio sono Wyoming, Alaska, Oklahoma, North Dakota e West Virginia. Se la cava un po’ meglio il Texas perché negli ultimi decenni ha costruito un’economia molto più diversificata.
Nel mondo che verrà, saranno quasi scomparsi i grandi magazzini. La loro era una morte annunciata e infatti alcune catene erano già fallite o sull’orlo del disastro l’anno scorso: Barneys, Macy’s, JC Penney, Sears. Ora la lista si allunga con Neiman Marcus che dichiarerà il fallimento entro qualche giorno, Lord&Taylor che licenzia l’intero management, Nordstrom che cancella tutti gli ordini e cessa di pagare i fornitori. Quando usciremo dalla crisi, un problema aggiuntivo per molte marche sarà questo: a chi vendere, dove, se la grande distribuzione sarà un cimitero.
ASIA
Mentre si acutizzano le ostilità politiche fra Washington e Pechino, coinvolgendo anche gli alleati dei due campi, una constatazione s’impone. Donald Trump e Xi Jinping hanno due cose in comune. Ambedue sono in una situazione difficile. Ambedue pensano che soffiare sul nazionalismo gli convenga. Arresti a Hong Kong, manovre militari nel mare della Cina meridionale: l’atmosfera è pesante.A riprova che la Cina deve ancora subire la “seconda ondata” – non quella dei contagi ma il contraccolpo economico dal crollo della domanda mondiale – ecco la notizia delle fabbriche cinesi che lavorano per Apple, costrette a ridurre la produzione e i turni degli operai. Non basta aver aggiustato la situazione in Cina, se gli americani non comprano più gli iPhone.
Huawei, il numero uno delle tecnologie telecom cinesi, vede peggiorare la crescita degli utili. E’ una delle vittime più illustri della nuova guerra fredda, le restrizioni americane al 5G e i divieti di fornitura di microchip made in Usa al gruppo cinese.
Gucci come Lvmh: subisce un forte calo di vendite a livello mondiale (meno 22% nel primo trimestre) ma un rialzo delle vendite in Cina ad aprile: ecco un’altra costante del futuro, visto che i cinesi per un po’ di tempo viaggeranno meno, compreranno nelle boutique di Pechino e Shanghai anziché nei duty free degli aeroporti o in Via Montenapoleone.
Il modello Singapore ci avverte: la app per la tracciabilità (che lì si chiama TraceTogether) non sta funzionando. Per una ragione semplice, che non riguarda la tecnologia: perché sia efficace, devono usarla almeno il 75% degli abitanti. A un mese dalla sua introduzione, perfino nella disciplinatissima Singapore solo un milione di utenti su 5,7 milioni di residenti l’hanno scaricata sullo smartphone.
EUROPA
Sir Richard Branson entra fra le vittime illustri di questa crisi: due mesi fa il visionario magnate britannico aveva lanciato la prima nave crociera del gruppo Virgin. Tempistica sfortunata. Ora la sua compagnia aerea australiana è in bancarotta e la Virgin Atlantic sta chiedendo un salvataggio pubblico al governo di Boris Johnson. Sic transit gloria mundi.Come far ripartire l’agricoltura europea in assenza dei migranti stagionali? La Germania ha organizzato appositi voli charter – più sicuri degli autobus – per trasportare 80.000 braccianti dall’Europa orientale. I lavoratori vengono sottoposti a visita medica all’arrivo, e vengono alloggiati in dormitori speciali vicino alle fattorie agricole, in condizioni molto simili alla quarantena. Ma la Romania si oppone e lancia indagini giudiziarie dopo che un romeno reclutato per lavorare nei campi è morto di coronavirus in Germania.
In Francia sta riscuotendo un successo superiore alle aspettative l’iniziativa per reclutare studenti e disoccupati per la raccolta di ortofrutta. 280.000 candidati, incluso personale impiegatizio che ha perso il posto di lavoro.
OUTLOOK
Tra gli episodi di fantasia e creatività per reinventarsi in questa crisi, oggi vi segnalo il caso di alberghi americani che si offrono come uffici diurni. Le camere sono disinfettate, le distanze di sicurezza sanitaria vengono garantite, il wifi funziona bene. E non ci sono i figli che urlano mentre fai una videoconference call di lavoro.Ma le conseguenze di uno smart-working prolungato a tempo indefinito, porteranno a rivoluzioni vere. Tra i settori che devono reinventarsi c’è l’università. Che negli ultimi anni ha investito molto su un segmento di clientela redditizio: gli studenti stranieri, in particolare asiatici. Bisognerà rivedere le proiezioni sul boom delle rette da quella fascia di popolazione universitaria.