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Outlook / L'orizzonte economico e la paura dei cigni neri

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Questo è il numero di venerdì 10 luglio 2020 della newsletter Outlook, firmata da Federico Rampini. L'iscrizione è inclusa nell'abbonamento a Rep: Per attivare l'iscrizione e scoprire tutte le newsletter di Repubblica clicca qui
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Ultima newsletter di questa serie prima della pausa estiva. Mi spiace lasciarvi su una nota inquietante, ma questa dalla Cina mi pare una delle notizie-chiave per capire gli scenari futuri. Due delle maggiori banche della Repubblica Popolare, la Bank of China e la Industrial and Commercial Bank of China (ICBC) stanno preparando dei piani d'emergenza nell'eventualità che il sistema bancario della seconda economia mondiale venga isolato dal circuito del dollaro e perda accesso alla valuta americana. Un terzo istituto di credito, l'Agricultural Bank of China (AgBank), lavora su uno scenario solo leggermente meno catastrofico, cerca di capire cioè cosa accadrà se si allunga a dismisura l'elenco dei Vip cinesi colpiti da sanzioni americani, con quali ripercussioni sulla loro solvibilità, ecc. La nuova guerra fredda è solo agli albori e il capitalismo cinese sta cercando di valutarne tutti i possibili sviluppi, implicazioni e ripercussioni.…
Ultima newsletter di questa serie prima della pausa estiva. Mi spiace lasciarvi su una nota inquietante, ma questa dalla Cina mi pare una delle notizie-chiave per capire gli scenari futuri. Due delle maggiori banche della Repubblica Popolare, la Bank of China e la Industrial and Commercial Bank of China (ICBC) stanno preparando dei piani d'emergenza nell'eventualità che il sistema bancario della seconda economia mondiale venga isolato dal circuito del dollaro e perda accesso alla valuta americana. Un terzo istituto di credito, l'Agricultural Bank of China (AgBank), lavora su uno scenario solo leggermente meno catastrofico, cerca di capire cioè cosa accadrà se si allunga a dismisura l'elenco dei Vip cinesi colpiti da sanzioni americani, con quali ripercussioni sulla loro solvibilità, ecc. La nuova guerra fredda è solo agli albori e il capitalismo cinese sta cercando di valutarne tutti i possibili sviluppi, implicazioni e ripercussioni. Le quattro maggiori banche cinesi hanno circa un trilione - mille miliardi - di dollari di passività, stando ai bilanci di fine 2019. Il dollaro rimane la linfa vitale degli scambi internazionali, chiunque venga tagliato fuori paga prezzi pesantissimi. Su un tema solo apparentemente distante, il governo di Pechino fa sapere di non essere interessato a unirsi alle trattative Stati Uniti-Russia sul controllo degli armamenti nucleari. "Gli arsenali nucleari della Cina non sono allo stesso livello", ha fatto sapere l'alto funzionario responsabile. Xi Jinping vuole tenersi le mani libere, senza essere vincolato da accordi, per continuare i piani di riarmo.

STATI UNITI
L'ottimismo dei mercati azionari viene controbilanciato dal pessimismo del mercato dei bond. Siccome il secondo è ben più grosso, dovremmo prestargli più attenzione. I rendimenti sui Treasury Bond americani sono ridiscesi ai minimi che avevano toccato prima della fine dei lockdown. Segno che il costante aumento dei contagi negli Stati Uniti sta seminando nuova incertezza sulla ripresa economica. Il rendimento sui buoni del Tesoro trentennali degli Stati Uniti è sceso a 1,284%, il minimo dal primo maggio; quello sui Treasury decennali allo 0,6%, il minimo dal 24 aprile.

L'andamento dei tassi sui bond si collega con quest'altro segnale deflazionistico: a sorpresa, i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,2% a giugno, trascinati al ribasso dalla debolezza della domanda. La caduta di giugno smorza il dato positivo di maggio che era stato +0,4%. Su base annua il declino dei prezzi alla produzione è dello 0,8%. Gli economisti avevano previsto un aumento a giugno.

Il 15 luglio è la nuova scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi da parte dei contribuenti americani. Mia figlia Costanza, docente alla San Jose State University nella Silicon Valley, ha ricevuto una circolare del rettore che annuncia licenziamenti. Quale rapporto tra le due notizie? Quest'anno il crollo del gettito fiscale è una certezza. L'impatto più devastante è per le amministrazioni locali: Stati e municipalità, che non hanno la stessa capacità d'indebitamento del governo federale. Negli Stati Uniti si licenzia, velocemente e in grandi numeri, anche nel pubblico impiego. La prossima ondata di questa crisi saranno i tagli ai servizi pubblici, istruzione inclusa.
Per adesso però i dati sul mercato del lavoro continuano a descriverci una ripresa in atto. Il numero degli americani che ricevono un'indennità di disoccupazione è sceso di 700.000 unità a fine giugno, attestandosi a un totale di 18,1 milioni. E' il numero di disoccupati più basso dal 18 aprile. A maggio e giugno le nuove assunzioni hanno raggiunto un saldo netto di 7,5 milioni di nuovi posti di lavoro, mentre marzo e aprile si erano chiusi con una distruzione netta di 21 milioni di impieghi.

ASIA
Il governo di Pechino vuole raffreddare l'euforia di Borsa, forse perché teme una bolla destinata a scoppiare malamente. Due fondi d'investimento che fanno capo allo Stato hanno annunciato un alleggerimento dei loro portafogli azionari, un gesto che tutti interpretano come una chiara manifestazione della volontà politica. La mutata strategia di portafoglio dei fondi d'investimento pubblici si accompagna ad altre manifestazioni di preoccupazione: sul giornale governativo China Economic Times è uscito un avvertimento sui pericoli di un "rialzo folle" dei listini. La capitalizzazione complessiva delle Borse cinesi si è avvicinata di recente alla soglia dei dieci trilioni, diecimila miliardi di dollari Usa.

EUROPA
Un'analisi di Federico Santi (Eurasia Group) considera come una sconfitta per l'Italia e i Paesi del Sud la nomina a presidente dell'Eurogruppo del ministro delle Finanze irlandese, Paschal Donohoe. Appoggiato all'Europarlamento dai Popolari, l'irlandese è più vicino alle posizioni dei falchi rigoristi, Olanda e nordici. Dall'analisi alla previsione: ai primi segnali di ripresa economica tornerà una pressione per risanare i deficit pubblici e l'Italia (come altri paesi del Sud) sarà di nuovo spinta verso politiche di austerità. Questo avverrà prima ancora che si sentano i benefici delle nuove spese alimentate dal Recovery Fund, in arrivo non prima della fine del 2022 o del 2023.

CONCLUSIONE
Scrutando all'orizzonte i possibili "cigni neri" - eventi improbabili e catastrofici - sul fronte della geopolitica, non bisogna concentrarsi esclusivamente sulle tensioni planetarie Usa-Cina e il rischio che s'inneschi una spirale incontrollata fino alle tensioni militari. Molto più vicino all'Italia, il Mediterraneo ribolle della nuova rivalità fra Turchia e Francia. L'espansionismo di Erdogan è destinato a durare, come s'intuisce anche da gesti provocatori e spettacolari come la ri-trasformazione in moschea dell'antica chiesa di Santa Sofia a Istanbul. L'antagonismo con la Francia non è religioso, ma geostrategico ed economico. Dalla Libia alle acque contese attorno a Cipro e alla Grecia, Erdogan continua il crescendo delle sue ambizioni sia militari che energetiche. Emmanuel Macron non sembra in grado di coalizzare l'Unione europea in una politica di sanzioni contro Ankara. Da parte sua Erdogan sfida l'Europa contando destreggiarsi nelle sue relazioni con Putin e Trump. Un incidente può essere sempre dietro l'angolo. Buone vacanze.