Outlook / Usa e Cina, riaprire le scuole questione anche economica
Federico Rampini , di FEDERICO RAMPINIQuesto è il numero di mercoledì 2 settembre 2020 della newsletter Outlook, firmata da Federico Rampini. L'iscrizione è inclusa nell'abbonamento a Rep:. Per attivare l'iscrizione clicca qui.
Il classico romanzo di Charles Dickens Le due città è il titolo giusto per parlare di riapertura delle scuole, un tema dalle ricadute economiche notevoli nel mondo intero perché la vita lavorativa dei genitori non tornerà alla normalità finché l'attività scolastica non fa altrettanto. Le due città sono New York e Wuhan.
A New York, dove abito, il sindaco Bill de Blasio per scongiurare uno sciopero degli insegnanti ha dovuto rinviare di 10 giorni la riapertura, al 21 settembre. Questo slittamento deve servire a rassicurare tutti sulla sicurezza sanitaria, ma non è detto che basti. La capacità di condurre test e di avere risultati in tempi rapidi è uno dei punti interrogativi, anche se il sindacato degli insegnanti sembra disposto ad accettare test a campione, non sulla totalità della popolazione scolastica.
Wuhan è tristemente nota nel mondo per essere stata il focolaio del coronaviru…
A New York, dove abito, il sindaco Bill de Blasio per scongiurare uno sciopero degli insegnanti ha dovuto rinviare di 10 giorni la riapertura, al 21 settembre. Questo slittamento deve servire a rassicurare tutti sulla sicurezza sanitaria, ma non è detto che basti. La capacità di condurre test e di avere risultati in tempi rapidi è uno dei punti interrogativi, anche se il sindacato degli insegnanti sembra disposto ad accettare test a campione, non sulla totalità della popolazione scolastica.
Wuhan è tristemente nota nel mondo per essere stata il focolaio del coronaviru…
Il classico romanzo di Charles Dickens Le due città è il titolo giusto per parlare di riapertura delle scuole, un tema dalle ricadute economiche notevoli nel mondo intero perché la vita lavorativa dei genitori non tornerà alla normalità finché l'attività scolastica non fa altrettanto. Le due città sono New York e Wuhan.
A New York, dove abito, il sindaco Bill de Blasio per scongiurare uno sciopero degli insegnanti ha dovuto rinviare di 10 giorni la riapertura, al 21 settembre. Questo slittamento deve servire a rassicurare tutti sulla sicurezza sanitaria, ma non è detto che basti. La capacità di condurre test e di avere risultati in tempi rapidi è uno dei punti interrogativi, anche se il sindacato degli insegnanti sembra disposto ad accettare test a campione, non sulla totalità della popolazione scolastica.
Wuhan è tristemente nota nel mondo per essere stata il focolaio del coronavirus. È un po' più grande di New York e ha 300.000 studenti in più. Le 2.840 scuole di Wuhan hanno riaperto ieri, con procedure nuove: lezioni di igiene e prevenzione, misurazione della temperatura. Più questa nuova regola: silenzio assoluto nell'ora del pasto alla mensa, perché parlando si emettono più goccioline e potenzialmente virus. Provo a immaginare una regola simile a New York; forse non si riuscirebbe a farla rispettare; forse qualche genitore sarebbe pronto a far causa in nome del Primo Emendamento, libertà di espressione. Uno dei nodi strutturali che riguarda la riapertura di scuole e università in America, sono gli impianti di aria condizionata. Molti andrebbero sostituiti o modificati con lavori costosi, per evitare che contribuiscano alla diffusione del contagio. Pochi istituti, anche tra le università di élite, hanno potuto o voluto affrontare le ristrutturazioni necessarie. Alcune università hanno scelto la scorciatoia di far firmare agli studenti un "disclaimer", un documento legale con cui esonerano a priori l'ateneo da ogni responsabilità. E anche su questo si preparano battaglie legali.
STATI UNITI
Il problema numero uno per milioni di americani in questo momento rimane la paralisi del Congresso, dove la maggioranza repubblicana del Senato e la maggioranza democratica della Camera non trovano un accordo su una nuova manovra di aiuti per disoccupati e imprese. Eppure l'urgenza è ai massimi, è finito il Paycheck Protection Program che forniva prestiti o aiuti a fondo perduto alle imprese e assegni da 600 dollari settimanali ai disoccupati. Incombe una nuova ondata di fallimenti, in particolare nelle piccole aziende dei settori più colpiti come la ristorazione, dove decine di migliaia hanno già fatto bancarotta ma un numero assai superiore potrebbe farlo a breve.
Un aiuto insperato arriva invece da Donald Trump agli inquilini. La Casa Bianca interviene in modo eterodosso, attraverso la sua authority sanitaria (Centers for Disease Control, CDC). La CDC impone una moratoria agli sfratti con una ragione squisitamente sanitaria: se gli inquilini sfrattati vanno a vivere in centri di accoglienza i rischi di contagio aumentano. Tuttavia nessun aiuto è in arrivo contro gli sfratti del settore commerciale, che colpiscono negozi ed esercizi pubblici.
ASIA
La domanda mondiale di rame sale ai massimi da due anni: questo è un segnale concreto e solido della ripresa cinese. L'industria cinese è la prima consumatrice di rame per usi industriali.
Nuovo allarme del Pentagono sulla Cina: i suoi arsenali nucleari e missilistici stanno salendo a livelli sempre più competitivi con quelli americani. In alcune aree la Cina ha già "eclissato" gli Stati Uniti. L'allarme è contenuto nel rapporto annuo che il Dipartimento della Difesa dedica allo stato delle forze armate cinesi.
Altro che soft-power (1). Pechino detiene in stato di arresto una celebre giornalista australiana che lavora per una televisione di Stato cinese. L'arresto viene considerato l'ultimo castigo inflitto all'Australia per le posizioni sempre più critiche del governo di Canberra verso la politica di Xi Jinping. Il governo australiano denuncia una "diplomazia degli ostaggi".
Altro che soft-power (2). Un'altra minoranza etnica finisce sotto pressione da parte delle autorità cinesi: ora sono i mongoli a sentirsi vittime di un abuso, per i limiti imposti all'uso della loro lingua nelle scuole della Mongolia Interiore.
La Corea del Sud negli ultimi mesi ha fatto notizia soprattutto come modello esemplare nella lotta alla pandemia. Ma ora torna a fare notizia per una delle sue piaghe strutturali: l'arroganza del capitalismo dinastico che controlla i conglomerati. L'erede della famiglia che dirige Samsung è stato incriminato per una serie di accuse che vanno dall'agiotaggio alla concorrenza sleale. Suo padre era stato condannato due volte, per corruzione.
EUROPA
Di scandali deve preoccuparsi anche la Germania. Il crac del gruppo finanziario Wirecard, con annessa frode di 3 miliardi di euro, getta un'ombra sul governo Merkel e sulle autorità di vigilanza. Un'inchiesta parlamentare è stata avviata per fare luce su connivenze e responsabilità ai massimi livelli. Tra gli episodi più gravi: Angela Merkel sponsorizzò Wirecard durante una visita di Stato in Cina, quando già circolavano notizie sulle irregolarità della società. E alcuni funzionari dell'organo di vigilanza sui mercati finanziari, BaFin, speculavano sulle azioni di Wirecard. Questo getta un'ombra anche sul ministro delle Finanze Olaf Scholz, socialdemocratico e candidato del suo partito per succedere alla Merkel l'anno prossimo.
La Germania può consolarsi almeno con i dati sulla sua ripresa, che sta rivelandosi più rapida del previsto. Le ultime previsioni riducono di mezzo punto percentuale il calo del Pil a fine anno, che dovrebbe attestarsi sul meno 5,8%. Ad aiutare la ripresa tedesca danno un contributo le esportazioni verso la Cina, cresciute del 15,4% a giugno rispetto allo stesso mese del 2019.
La missione di Emmanuel Macron in Libano dovrebbe preoccupare l'Italia? Di certo c'è una continuità nella politica estera francese, che dai tempi di Nicholas Sarkozy e della guerra in Libia punta ad allargare la propria influenza anche in aree dove la presenza italiana era storicamente importante.
CONCLUSIONE
La paura cresce tra i consiglieri di Joe Biden, per la rimonta del presidente e la sua capacità di sfruttare il clima di disordini e violenze chiamando a raccolta l'elettorato moderato. Lo stato maggiore della campagna Biden sta cominciando a occuparsi perfino del Minnesota, uno Stato che i democratici consideravano saldamente dalla loro parte perché non vi hanno perso un'elezione presidenziale da quasi mezzo secolo. Sul New York Times un commento di Thomas Friedman parla appunto di Minneapolis, la città del Minnesota dove un poliziotto bianco uccise George Floyd scatenando le proteste anti-razziste degli ultimi mesi. Friedman, che è nato e cresciuto a Minneapolis e non è sospetto di simpatie verso Trump, dà voce alla comunità afroamericana dove molti sono spaventati: non dagli abusi della polizia ma dalla ritirata della polizia, che consegna i loro quartieri alla violenza. Anche tra i progressisti molti pensano che Joe Biden non abbia preso le distanze in modo abbastanza chiaro e tempestivo da quei sindaci di sinistra che tagliano i fondi alle forze dell'ordine.
A New York, dove abito, il sindaco Bill de Blasio per scongiurare uno sciopero degli insegnanti ha dovuto rinviare di 10 giorni la riapertura, al 21 settembre. Questo slittamento deve servire a rassicurare tutti sulla sicurezza sanitaria, ma non è detto che basti. La capacità di condurre test e di avere risultati in tempi rapidi è uno dei punti interrogativi, anche se il sindacato degli insegnanti sembra disposto ad accettare test a campione, non sulla totalità della popolazione scolastica.
Wuhan è tristemente nota nel mondo per essere stata il focolaio del coronavirus. È un po' più grande di New York e ha 300.000 studenti in più. Le 2.840 scuole di Wuhan hanno riaperto ieri, con procedure nuove: lezioni di igiene e prevenzione, misurazione della temperatura. Più questa nuova regola: silenzio assoluto nell'ora del pasto alla mensa, perché parlando si emettono più goccioline e potenzialmente virus. Provo a immaginare una regola simile a New York; forse non si riuscirebbe a farla rispettare; forse qualche genitore sarebbe pronto a far causa in nome del Primo Emendamento, libertà di espressione. Uno dei nodi strutturali che riguarda la riapertura di scuole e università in America, sono gli impianti di aria condizionata. Molti andrebbero sostituiti o modificati con lavori costosi, per evitare che contribuiscano alla diffusione del contagio. Pochi istituti, anche tra le università di élite, hanno potuto o voluto affrontare le ristrutturazioni necessarie. Alcune università hanno scelto la scorciatoia di far firmare agli studenti un "disclaimer", un documento legale con cui esonerano a priori l'ateneo da ogni responsabilità. E anche su questo si preparano battaglie legali.
STATI UNITI
Il problema numero uno per milioni di americani in questo momento rimane la paralisi del Congresso, dove la maggioranza repubblicana del Senato e la maggioranza democratica della Camera non trovano un accordo su una nuova manovra di aiuti per disoccupati e imprese. Eppure l'urgenza è ai massimi, è finito il Paycheck Protection Program che forniva prestiti o aiuti a fondo perduto alle imprese e assegni da 600 dollari settimanali ai disoccupati. Incombe una nuova ondata di fallimenti, in particolare nelle piccole aziende dei settori più colpiti come la ristorazione, dove decine di migliaia hanno già fatto bancarotta ma un numero assai superiore potrebbe farlo a breve.
Un aiuto insperato arriva invece da Donald Trump agli inquilini. La Casa Bianca interviene in modo eterodosso, attraverso la sua authority sanitaria (Centers for Disease Control, CDC). La CDC impone una moratoria agli sfratti con una ragione squisitamente sanitaria: se gli inquilini sfrattati vanno a vivere in centri di accoglienza i rischi di contagio aumentano. Tuttavia nessun aiuto è in arrivo contro gli sfratti del settore commerciale, che colpiscono negozi ed esercizi pubblici.
ASIA
La domanda mondiale di rame sale ai massimi da due anni: questo è un segnale concreto e solido della ripresa cinese. L'industria cinese è la prima consumatrice di rame per usi industriali.
Nuovo allarme del Pentagono sulla Cina: i suoi arsenali nucleari e missilistici stanno salendo a livelli sempre più competitivi con quelli americani. In alcune aree la Cina ha già "eclissato" gli Stati Uniti. L'allarme è contenuto nel rapporto annuo che il Dipartimento della Difesa dedica allo stato delle forze armate cinesi.
Altro che soft-power (1). Pechino detiene in stato di arresto una celebre giornalista australiana che lavora per una televisione di Stato cinese. L'arresto viene considerato l'ultimo castigo inflitto all'Australia per le posizioni sempre più critiche del governo di Canberra verso la politica di Xi Jinping. Il governo australiano denuncia una "diplomazia degli ostaggi".
Altro che soft-power (2). Un'altra minoranza etnica finisce sotto pressione da parte delle autorità cinesi: ora sono i mongoli a sentirsi vittime di un abuso, per i limiti imposti all'uso della loro lingua nelle scuole della Mongolia Interiore.
La Corea del Sud negli ultimi mesi ha fatto notizia soprattutto come modello esemplare nella lotta alla pandemia. Ma ora torna a fare notizia per una delle sue piaghe strutturali: l'arroganza del capitalismo dinastico che controlla i conglomerati. L'erede della famiglia che dirige Samsung è stato incriminato per una serie di accuse che vanno dall'agiotaggio alla concorrenza sleale. Suo padre era stato condannato due volte, per corruzione.
EUROPA
Di scandali deve preoccuparsi anche la Germania. Il crac del gruppo finanziario Wirecard, con annessa frode di 3 miliardi di euro, getta un'ombra sul governo Merkel e sulle autorità di vigilanza. Un'inchiesta parlamentare è stata avviata per fare luce su connivenze e responsabilità ai massimi livelli. Tra gli episodi più gravi: Angela Merkel sponsorizzò Wirecard durante una visita di Stato in Cina, quando già circolavano notizie sulle irregolarità della società. E alcuni funzionari dell'organo di vigilanza sui mercati finanziari, BaFin, speculavano sulle azioni di Wirecard. Questo getta un'ombra anche sul ministro delle Finanze Olaf Scholz, socialdemocratico e candidato del suo partito per succedere alla Merkel l'anno prossimo.
La Germania può consolarsi almeno con i dati sulla sua ripresa, che sta rivelandosi più rapida del previsto. Le ultime previsioni riducono di mezzo punto percentuale il calo del Pil a fine anno, che dovrebbe attestarsi sul meno 5,8%. Ad aiutare la ripresa tedesca danno un contributo le esportazioni verso la Cina, cresciute del 15,4% a giugno rispetto allo stesso mese del 2019.
La missione di Emmanuel Macron in Libano dovrebbe preoccupare l'Italia? Di certo c'è una continuità nella politica estera francese, che dai tempi di Nicholas Sarkozy e della guerra in Libia punta ad allargare la propria influenza anche in aree dove la presenza italiana era storicamente importante.
CONCLUSIONE
La paura cresce tra i consiglieri di Joe Biden, per la rimonta del presidente e la sua capacità di sfruttare il clima di disordini e violenze chiamando a raccolta l'elettorato moderato. Lo stato maggiore della campagna Biden sta cominciando a occuparsi perfino del Minnesota, uno Stato che i democratici consideravano saldamente dalla loro parte perché non vi hanno perso un'elezione presidenziale da quasi mezzo secolo. Sul New York Times un commento di Thomas Friedman parla appunto di Minneapolis, la città del Minnesota dove un poliziotto bianco uccise George Floyd scatenando le proteste anti-razziste degli ultimi mesi. Friedman, che è nato e cresciuto a Minneapolis e non è sospetto di simpatie verso Trump, dà voce alla comunità afroamericana dove molti sono spaventati: non dagli abusi della polizia ma dalla ritirata della polizia, che consegna i loro quartieri alla violenza. Anche tra i progressisti molti pensano che Joe Biden non abbia preso le distanze in modo abbastanza chiaro e tempestivo da quei sindaci di sinistra che tagliano i fondi alle forze dell'ordine.