Solo 35.000 morti su 1,2 miliardi di africani. Anche scontando qualche difetto nelle statistiche, qualche sottovalutazione legata all’arretratezza dei sistemi sanitari, resta il fatto che l’ecatombe dell’emisfero Sud al momento è una delle profezie sbagliate dagli esperti.
Lo smartworking fa bene al mercato immobiliare, almeno quello americano. Dopo la paralisi da lockdown, è boom di acquisiti di case: +10,5% ad agosto con una punta del +44% nella fascia delle abitazioni sopra il milione di dollari. La spiegazione è proprio nella ricerca di case più grandi che possano trasformarsi in casa-ufficio per periodi lunghi. Aiuta il fatto che i tassi sui mutui sono ai minimi storici, grazie alla politica della Federal Reserve. In quanto ai prezzi l’indice Case-Shiller per ora ci dà il dato di luglio che è +4,8% a livello nazionale, non male in un contesto che in altri settori tende alla deflazione. In un’economia dove ta…
Lo smartworking fa bene al mercato immobiliare, almeno quello americano. Dopo la paralisi da lockdown, è boom di acquisiti di case: +10,5% ad agosto con una punta del +44% nella fascia delle abitazioni sopra il milione di dollari. La spiegazione è proprio nella ricerca di case più grandi che possano trasformarsi in casa-ufficio per periodi lunghi. Aiuta il fatto che i tassi sui mutui sono ai minimi storici, grazie alla politica della Federal Reserve. In quanto ai prezzi l’indice Case-Shiller per ora ci dà il dato di luglio che è +4,8% a livello nazionale, non male in un contesto che in altri settori tende alla deflazione. In un’economia dove ta…
Solo 35.000 morti su 1,2 miliardi di africani. Anche scontando qualche difetto nelle statistiche, qualche sottovalutazione legata all’arretratezza dei sistemi sanitari, resta il fatto che l’ecatombe dell’emisfero Sud al momento è una delle profezie sbagliate dagli esperti.
Lo smartworking fa bene al mercato immobiliare, almeno quello americano. Dopo la paralisi da lockdown, è boom di acquisiti di case: +10,5% ad agosto con una punta del +44% nella fascia delle abitazioni sopra il milione di dollari. La spiegazione è proprio nella ricerca di case più grandi che possano trasformarsi in casa-ufficio per periodi lunghi. Aiuta il fatto che i tassi sui mutui sono ai minimi storici, grazie alla politica della Federal Reserve. In quanto ai prezzi l’indice Case-Shiller per ora ci dà il dato di luglio che è +4,8% a livello nazionale, non male in un contesto che in altri settori tende alla deflazione. In un’economia dove tanti piangono, gli agenti immobiliari stanno ritrovando il sorriso.
STATI UNITI
Si allunga l’elenco dei fallimenti nei gruppi della grande distribuzione, reti di supermercati alimentari o di abbigliamento o arredamento. Tra i grandi magazzini che hanno fatto bancarotta ci sono Neiman Marcus, J.C. Penney e Stage Stores, nel settore dell’arredamento Pier 1 Imports e Tuesday Morning, nell’abbigliamento Lucky Brand, Brooks Brothers, Ann Taylor. Ancora non è stato raggiunto, ma lo sarà probabilmente entro la fine dell’anno, il record del 2010 quando finirono in Chapter 11 ben 48 gruppi della grande distribuzione. Ecco confermata una differenza rispetto all’ultima crisi: il 2010 raccolse con due anni di ritardo gli effetti del 2008, mentre la crisi del 2020 ha colpito con maggiore rapidità.
Gli amministratori del fondo di dotazione di Harvard hanno messo a segno un rendimento del 7,3% nell’anno fiscale che si è concluso a giugno e includeva il crollo delle Borse durante i primi mesi del lockdown. La performance di Harvard – che ha il più ricco endowment di tutte le università, pari a 42 miliardi di dollari – ha superato quella di Yale (6,8%) che si piazza seconda ed è molto sopra la media degli altri endowment (2,6%). Eppure i gestori di Harvard non hanno fatto nessun miracolo, anzi sono rimasti sotto il trend di mercato. Nonostante il pesante ma breve tracollo dei mercati all’inizio della pandemia, un fondo-indice che investa il 60% in azioni e il 40% in bond ha reso l’8% nello stesso periodo.
ASIA
La Cina sta per andare in vacanza: è la lunga festività nazionale che dura dal primo all’8 ottobre. Intanto incassa un altro colpo nell’escalation di sanzioni americane, dopo l’embargo contro Huawei tocca al gruppo SMIC (microprocessori) subire un blocco di forniture tecnologiche dagli Stati Uniti. La motivazione di Washington sono i legami tra SMIC e le forze armate cinesi.
Xi Jinping alla vigilia della festa nazionale ha aperto una conferenza sullo Xinjiang per proclamare che la Cina sta usando l’approccio giusto verso quella minoranza etnico-religiosa, gli uiguri musulmani. Gli abusi contro i diritti umani, la repressione dell’islam, i campi di rieducazione, provocano critiche senza gravi conseguenze. E curiosamente a indignarsi sono più i paesi occidentali, che i governi dell’area islamica. Tra questi ultimi, legati da affari e investimenti alla Cina, prevale la linea ufficiale per cui la repressione cinese colpisce estremisti e terroristi.
Non è solo Di Maio ad aver abolito la povertà. L’ultimo libro del presidente cinese s’intitola “Storie di riduzione della povertà da parte di Xi Jinping”. Forse il titolo non è sexy, eppure scommetto che sarà un best-seller lo stesso: basta che lo acquisitino tutte le biblioteche municipali della Repubblica popolare, e già i numeri diventano importanti.
EUROPA
Comincia domani a Monaco il processo all’ex chief executive di Audi, Rupert Stadler, coinvolto nello scandalo che fu chiamato Dieselgate e che includeva la manipolazione dei dati sull’inquinamento dei motori del gruppo Volkswagen. Il processo metterà alla prova la tesi dell’azienda tedesca che cercò di scaricare le responsabilità soprattutto su tecnici e manager di livello medio-basso. Lo scandalo fu scoperto dall’authority americana per l’ambiente, l’Epa, nel 2015. Prima di questo processo tedesco, solo gli Stati Uniti hanno processato e condannato alcuni dirigenti del gruppo VW-Audi.
Ieri il più grande spin-off nella storia della Borsa tedesca: il gruppo Siemens ha quotato come società autonoma la sua filiale energetica, Siemens Energy, valutata a 16 miliardi di euro. Più di metà del valore di Siemens Energy è nella filiale spagnola specializzata in energie rinnovabili.
CONCLUSIONE
Il modello messo a punto dall’Economist dà a Joe Biden l’86% di probabilità di vincere il collegio elettorale e quindi di essere il prossimo presidente degli Stati Uniti, contro il 14% a Trump. Fra poche ore, alle 21 sulla East Coast cioè le tre del mattino in Italia, il primo duello tv tra i due candidati. Come vi ho ricordato ieri, questi duelli sono spesso spettacolari ma raramente decisivi. E poi, come ha detto la nuora e consigliere del presidente, Lara Trump, i democratici sono riusciti nel gioco di abbassare le aspettative: basta che Biden abbia ancora un battito cardiaco alla fine dell’incontro e lo proclameranno vincitore.
Lo smartworking fa bene al mercato immobiliare, almeno quello americano. Dopo la paralisi da lockdown, è boom di acquisiti di case: +10,5% ad agosto con una punta del +44% nella fascia delle abitazioni sopra il milione di dollari. La spiegazione è proprio nella ricerca di case più grandi che possano trasformarsi in casa-ufficio per periodi lunghi. Aiuta il fatto che i tassi sui mutui sono ai minimi storici, grazie alla politica della Federal Reserve. In quanto ai prezzi l’indice Case-Shiller per ora ci dà il dato di luglio che è +4,8% a livello nazionale, non male in un contesto che in altri settori tende alla deflazione. In un’economia dove tanti piangono, gli agenti immobiliari stanno ritrovando il sorriso.
STATI UNITI
Si allunga l’elenco dei fallimenti nei gruppi della grande distribuzione, reti di supermercati alimentari o di abbigliamento o arredamento. Tra i grandi magazzini che hanno fatto bancarotta ci sono Neiman Marcus, J.C. Penney e Stage Stores, nel settore dell’arredamento Pier 1 Imports e Tuesday Morning, nell’abbigliamento Lucky Brand, Brooks Brothers, Ann Taylor. Ancora non è stato raggiunto, ma lo sarà probabilmente entro la fine dell’anno, il record del 2010 quando finirono in Chapter 11 ben 48 gruppi della grande distribuzione. Ecco confermata una differenza rispetto all’ultima crisi: il 2010 raccolse con due anni di ritardo gli effetti del 2008, mentre la crisi del 2020 ha colpito con maggiore rapidità.
Gli amministratori del fondo di dotazione di Harvard hanno messo a segno un rendimento del 7,3% nell’anno fiscale che si è concluso a giugno e includeva il crollo delle Borse durante i primi mesi del lockdown. La performance di Harvard – che ha il più ricco endowment di tutte le università, pari a 42 miliardi di dollari – ha superato quella di Yale (6,8%) che si piazza seconda ed è molto sopra la media degli altri endowment (2,6%). Eppure i gestori di Harvard non hanno fatto nessun miracolo, anzi sono rimasti sotto il trend di mercato. Nonostante il pesante ma breve tracollo dei mercati all’inizio della pandemia, un fondo-indice che investa il 60% in azioni e il 40% in bond ha reso l’8% nello stesso periodo.
ASIA
La Cina sta per andare in vacanza: è la lunga festività nazionale che dura dal primo all’8 ottobre. Intanto incassa un altro colpo nell’escalation di sanzioni americane, dopo l’embargo contro Huawei tocca al gruppo SMIC (microprocessori) subire un blocco di forniture tecnologiche dagli Stati Uniti. La motivazione di Washington sono i legami tra SMIC e le forze armate cinesi.
Xi Jinping alla vigilia della festa nazionale ha aperto una conferenza sullo Xinjiang per proclamare che la Cina sta usando l’approccio giusto verso quella minoranza etnico-religiosa, gli uiguri musulmani. Gli abusi contro i diritti umani, la repressione dell’islam, i campi di rieducazione, provocano critiche senza gravi conseguenze. E curiosamente a indignarsi sono più i paesi occidentali, che i governi dell’area islamica. Tra questi ultimi, legati da affari e investimenti alla Cina, prevale la linea ufficiale per cui la repressione cinese colpisce estremisti e terroristi.
Non è solo Di Maio ad aver abolito la povertà. L’ultimo libro del presidente cinese s’intitola “Storie di riduzione della povertà da parte di Xi Jinping”. Forse il titolo non è sexy, eppure scommetto che sarà un best-seller lo stesso: basta che lo acquisitino tutte le biblioteche municipali della Repubblica popolare, e già i numeri diventano importanti.
EUROPA
Comincia domani a Monaco il processo all’ex chief executive di Audi, Rupert Stadler, coinvolto nello scandalo che fu chiamato Dieselgate e che includeva la manipolazione dei dati sull’inquinamento dei motori del gruppo Volkswagen. Il processo metterà alla prova la tesi dell’azienda tedesca che cercò di scaricare le responsabilità soprattutto su tecnici e manager di livello medio-basso. Lo scandalo fu scoperto dall’authority americana per l’ambiente, l’Epa, nel 2015. Prima di questo processo tedesco, solo gli Stati Uniti hanno processato e condannato alcuni dirigenti del gruppo VW-Audi.
Ieri il più grande spin-off nella storia della Borsa tedesca: il gruppo Siemens ha quotato come società autonoma la sua filiale energetica, Siemens Energy, valutata a 16 miliardi di euro. Più di metà del valore di Siemens Energy è nella filiale spagnola specializzata in energie rinnovabili.
CONCLUSIONE
Il modello messo a punto dall’Economist dà a Joe Biden l’86% di probabilità di vincere il collegio elettorale e quindi di essere il prossimo presidente degli Stati Uniti, contro il 14% a Trump. Fra poche ore, alle 21 sulla East Coast cioè le tre del mattino in Italia, il primo duello tv tra i due candidati. Come vi ho ricordato ieri, questi duelli sono spesso spettacolari ma raramente decisivi. E poi, come ha detto la nuora e consigliere del presidente, Lara Trump, i democratici sono riusciti nel gioco di abbassare le aspettative: basta che Biden abbia ancora un battito cardiaco alla fine dell’incontro e lo proclameranno vincitore.