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(reuters)

Outlook | La super manovra di Biden: 1900 miliardi contro la povertà

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Questo è il numero di lunedì 8 marzo 2021 della newsletter Outlook, firmata da Federico Rampini. L'iscrizione è inclusa nell'abbonamento: scopri tutte le newsletter su newsletter.repubblica.it 
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Quest'anno l'America sarà la locomotiva mondiale, sostituendo la Cina, anche grazie alla manovra Biden, e all’accelerazione nella campagna delle vaccinazioni. Oxford Economics proietta un 2021 in cui il ruolo di economia trainante per la crescita globale passa da Pechino agli Usa. Sarebbe la prima volta, dal lontano 2005, che l’America dà un contributo all’aumento del Pil mondiale superiore alla Cina. Poiché in termini nominali il Pil degli Stati Uniti è tuttora più grande di un terzo, è sufficiente che le due economie crescano allo stesso ritmo perché l’effetto-traino di quella americana sia il più forte. Le due superpotenze dovrebbero avere una crescita fra il 7% e l’8% a fine anno. Il sorpasso è legato a un'accelerazione nella ripresa americana, spinta anche dai 1.900 miliardi di spesa pubblica. "La più grande manovra anti-povertà nella storia degli Stati Unit…
Quest'anno l'America sarà la locomotiva mondiale, sostituendo la Cina, anche grazie alla manovra Biden, e all’accelerazione nella campagna delle vaccinazioni. Oxford Economics proietta un 2021 in cui il ruolo di economia trainante per la crescita globale passa da Pechino agli Usa. Sarebbe la prima volta, dal lontano 2005, che l’America dà un contributo all’aumento del Pil mondiale superiore alla Cina. Poiché in termini nominali il Pil degli Stati Uniti è tuttora più grande di un terzo, è sufficiente che le due economie crescano allo stesso ritmo perché l’effetto-traino di quella americana sia il più forte. Le due superpotenze dovrebbero avere una crescita fra il 7% e l’8% a fine anno. Il sorpasso è legato a un'accelerazione nella ripresa americana, spinta anche dai 1.900 miliardi di spesa pubblica. "La più grande manovra anti-povertà nella storia degli Stati Uniti", viene definita. E per certi aspetti reintroduce un Welfare di tipo nordeuropeo, incluso un embrione di reddito universale e di sussidi per figli a carico, dopo decenni in cui la rete di protezione americana era stata spolpata da politiche neoliberiste.

Sul fronte vaccini, due buone notizie aggiuntive. La prima è che l’authority sanitaria americana (centers for Disease Control) ha appena varato un elenco, non più di divieti, ma di permessi: tutto quello che si può fare, una volta vaccinati. Non importa se molti Stati Usa di fatto sono già più avanti nelle riaperture, il segnale politico e psicologico dall’authority sanitaria è positivo. L’altra buona notizia è che molte aziende private stanno organizzando le vaccinazioni dei propri dipendenti: un ventaglio molto ampio che va dai settori più ovvi (aziende farmaceutiche) alle imprese agroalimentari. Ci sono perfino il numero uno delle macchine movimento-terra Caterpillar, la compagnia petrolifera Exxon, il colosso dei fondi d’investimento Fidelity. 

È dopo una maratona notturna, e senza un solo voto repubblicano, che sabato mattina, di stretta misura, il Senato ha approvato la prima “manovra Biden” di spesa pubblica. È la sesta in un anno, dall’inizio della pandemia, e di poco inferiore alla prima che fu varata sotto la presidenza di Donald Trump con un voto bipartisan (2.200 miliardi). Il contesto è cambiato, non solo negli equilibri politici che vedono un democratico alla Casa Bianca e il suo partito in maggioranza (di poco) nei due rami del Congresso. È cambiata anche l’economia, già in netta ripresa da mesi e con un’accelerazione della crescita grazie alle vaccinazioni. Tuttavia la manovra contiene prevalentemente misure assistenziali e sociali, per aumentare il reddito delle famiglie, prolungare le indennità di disoccupazione, trasferire 350 miliardi nelle casse degli enti locali (stati e città) più danneggiati dalla crisi. L’effetto più immediato è l’arrivo di 1.400 dollari sotto forma di bonifico bancario o assegno nelle tasche della maggioranza degli americani. Si aggiungono 300 dollari di supplemento settimanale alle indennità statali di disoccupazione, prorogati fino a settembre (in molti stati questo significa raddoppiare a 600 dollari il sussidio per i senza lavoro). Una grossa novità è l’estensione dei 1.400 dollari di aiuto per ogni figlio a carico, più un credito fiscale di 3.600 dollari per i figli sotto i sei anni, o 3mila fino ai 17 anni di età. Ci sono anche altre misure per alleviare la povertà; 130 miliardi per la scuola; altri 14 miliardi per i vaccini. Ora dovrà tornare alla Camera, in teoria dovrebbe essere una formalità visto che i democratici hanno avuto il tempo per concordare fra loro il da farsi. Biden spera di firmarla nel corso della settimana entrante. Eppure qualche voto potrebbe perdersi, fra i democratici delle due ali: i più moderati e i più radicali. Ognuno ha qualcosa da rimproverare alla manovra.

Molte cose sono cambiate in pochi mesi, nel testo di legge e nel contesto del paese. Era nata come una manovra anti-recessione, quando Biden la annunciò in campagna elettorale, ma la recessione è un ricordo del 2020. Attaccata da più parti come eccessiva (perfino da un noto economista democratico, Larry Summers), la manovra ha perso alcuni pezzi qualificanti e questo attira un coro di critiche contro Biden da parte dell’ala sinistra del suo partito. Prima il presidente ha dovuto rinunciare a inserire in quel disegno di legge il raddoppio del salario minimo federale da 7,25 a 15 dollari orari, facendo infuriare l’ala sinistra del suo partito. Poi Biden ha accettato che i versamenti diretti dal Tesoro ai cittadini, pari a 1.400 dollari, siano meno generosi sulle fasce di reddito medio. Nella nuova versione il versamento pieno di 1.400 dollari spetta a chi guadagna meno di 75mila dollari annui, o le coppie fino a 150mila dollari (che ricevono il doppio, cioè 2.800 dollari). Sopra quella soglia di reddito l’aiuto decresce rapidamente e si esaurisce per il single che guadagna 80mila annui o la coppia che ha un reddito di 160mila. In una versione precedente la platea era ancora più vasta. Però anche in questa nuova versione ridotta gli aiuti arriveranno quasi ai tre quarti della popolazione americana. E questo nonostante che a gennaio il reddito delle famiglie sia aumentato del 10%.

Tra la proroga delle indennità di disoccupazione e una serie di misure assistenziali a favore dei più poveri, in particolare le famiglie con figli, alcuni definiscono questa legge di spesa come la più grande azione contro la povertà varata da molti decenni (forse dai tempi delle riforme sociali di Lyndon Johnson, la Great Society).

I repubblicani e anche alcuni esperti di fede democratica temono che Biden stia fornendo carburante all’inflazione, che ponga le premesse per un surriscaldamento perfino eccessivo della ripresa americana, di un’esplosione del deficit federale con conseguenze destabilizzanti sul dollaro (che però si è rafforzato) e le Borse. Le massime autorità economiche, cioè Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, e Janet Yellen, segretaria al Tesoro, difendono la manovra e sostengono che il mercato del lavoro avrà ancora una lunga convalescenza davanti a sé, perché c’è tanta disoccupazione nascosta, tanta sottoccupazione creata dalla crisi dell’anno scorso.
Distribuire soldi a tre quarti della popolazione americana significa mantenere l’ultima promessa di Trump, che voleva dare lo stesso ammontare nell’ultima manovra natalizia, e non ci riuscì.

Per la destra, i democratici stanno ponendo le basi di un Welfare di tipo nordeuropeo, che secondo loro è un disincentivo permanente a lavorare e a creare ricchezza, crea una società di assistiti.

La sinistra radicale lamenta, oltre all’assenza del salario minimo, anche il venir meno di una riforma più volte evocata in campagna elettorale e legata alla pandemia: un sistema sanitario nazionale, unico e pubblico, sul modello europeo. Al contrario, la gestione Biden dell’emergenza sanitaria ha puntato sulla collaborazione con tutti gli attori del sistema sanitario privato (industria farmaceutica, sistema ospedaliero, catene di farmacie, assicurazioni) per garantire una rapida espansione delle vaccinazioni universali e gratuite. L’obiettivo di una nuova riforma sanitaria sul modello europeo fu discusso all’epoca in cui Biden doveva ancora conquistarsi la nomination del suo partito, un anno fa. A favore del sistema sanitario nazionale, a gestione pubblica, erano Bernie Sanders e Elizabeth Warren. In un memorabile dibattito televisivo – memorabile per gli americani ma passato del tutto inosservato in Italia – Biden citò proprio il caso italiano per esprimere il suo dubbio che il sistema sanitario pubblico fosse più efficiente contro il covid. Era un’epoca in cui in Italia circolava la leggenda che il nostro Paese fosse un “modello mondiale”. Biden guardava i numeri, che non suffragavano il mito. Il futuro ha dato ragione ai democratici moderati che preferiscono non riaprire un dossier politicamente esplosivo come la riforma sanitaria, tanto più in una fase in cui la credibilità delle alternative europee subisce un duro colpo.

Sempre legato all’accelerazione della ripresa economica lungo l’asse America-Cina, un tema che avevo segnalato nelle scorse settimane è stato rilanciato da un’inchiesta del New York Times: l'ingorgo mostruoso nei porti di tutto il mondo, come conseguenza della vigorosa ripresa dei commerci internazionali. Doppio segnale, positivo e negativo, dice che l'economia di gran parte del pianeta ha ripreso a correre ma che le infrastrutture sono inadeguate. Altri insegnamenti: la "fine della globalizzazione" come effetto della pandemia era una diagnosi a dir poco prematura; è l'export cinese verso l'America uno dei fenomeni più visibili di questa ripresa. Infine è un ulteriore argomento in favore di chi prevede un ritorno dell'inflazione, perché i costi di trasporto salgono alle stelle.

Tra gli effetti collaterali di questo boom nell’attività di trasporto marittimo, c’è un parallelo aumento negli ordinativi ai cantieri navali. Il Wall Street Journal elenca gli ordini della Hapag Lloyd tedesca per sei navi cargo con una capacità di 23mila container ciascuna, le King Kong degli oceani fatte su misura per le rotte dalla Cina.

Questa settimana Biden avrà il suo primo summit (in remoto) con il gruppo dei Quad, ovvero il quadrilatero delle democrazie che lui vuole trasformare in un "cordone sanitario" attorno alla Cina: Usa + India, Giappone e Australia. Il "Quadrilateral Dialogue" nacque per ragioni di coordinamento umanitario dopo lo tsunami in Indonesia, ma è solo ora che Washington lo vuole trasformare in un embrione di "Nato dell'Asia-Pacifico".