Alla fine degli anni Sessanta Neil Armstrong faceva la prima passeggiata sulla luna quando tutto il mondo già preso dalla febbre dello spazio e appassionato di letteratura fantascientifica immaginava un futuro ipertecnologico. Ne faceva parte convinzione che non avremmo più mangiato cibo bensì avremmo semplicemente assunto i principi nutritivi concentrati in pillole. Tutti i bambini sognavano di diventare astronauti e forse molte casalinghe di liberarsi dalla schiavitù della cucina. Ma non è accaduto, perché il cibo, come già sottolineava anche Peter Kubelka, eclettico regista austriaco affascinato dal cibo e dall’arte, è anche consistenza: secondo lui la pasta con la sua tridimensionalità è architettura per bocca, per dire. (ASCOLTA IL PODCAST)
Alla fine degli anni Sessanta Neil Armstrong faceva la prima passeggiata sulla luna quando tutto il mondo già preso dalla febbre dello spazio e appassionato di letteratura fantascientifica immaginava un futuro ipertecnologico. Ne faceva parte convinzione che non avremmo più mangiato cibo bensì avremmo semplicemente assunto i principi nutritivi concentrati in pillole. Tutti i bambini sognavano di diventare astronauti e forse molte casalinghe di liberarsi dalla schiavitù della cucina. Ma non è accaduto, perché il cibo, come già sottolineava anche Peter Kubelka, eclettico regista austriaco affascinato dal cibo e dall’arte, è anche consistenza: secondo lui la pasta con la sua tridimensionalità è architettura per bocca, per dire. (ASCOLTA IL PODCAST)