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Aperitivo vs aperi-cena

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Si celebra il 26 maggio. È il rito del calice pre-cena, un simbolo così forte di stile di vita all'italiana che anche all'estero da tempo lo chiamano come noi, aperitivo, anche se per un periodo – complici la "Milano da bere" e certe mode un po' esterofile – si è chiamato happy hour. Ed è un'abitudine tanto amata quanto dalle radici profonde. Sul finire dell'età moderna si impose a partire dalle regioni del Nord, di pari passo con la diffusione del Vermouth. Era il 1786 quando Antonio Benedetto Carpano creò a Torino questo vino liquoroso aromatizzato e ne riadattò il nome dal termine tedesco Wermut, ma con la doppia V, con il quale si indicava l'Artemisia absinthium o Assenzio maggiore. La storia ci porta però più indietro nello scoprire l'uso di una bevanda come anticipazione di un piacevole incontro gastronomico (ASCOLTA IL PODCAST)

Si celebra il 26 maggio. È il rito del calice pre-cena, un simbolo così forte di stile di vita all'italiana che anche all'estero da tempo lo chiamano come noi, aperitivo, anche se per un periodo – complici la "Milano da bere" e certe mode un po' esterofile – si è chiamato happy hour. Ed è un'abitudine tanto amata quanto dalle radici profonde. Sul finire dell'età moderna si impose a partire dalle regioni del Nord, di pari passo con la diffusione del Vermouth. Era il 1786 quando Antonio Benedetto Carpano creò a Torino questo vino liquoroso aromatizzato e ne riadattò il nome dal termine tedesco Wermut, ma con la doppia V, con il quale si indicava l'Artemisia absinthium o Assenzio maggiore. La storia ci porta però più indietro nello scoprire l'uso di una bevanda come anticipazione di un piacevole incontro gastronomico (ASCOLTA IL PODCAST)