Da anni i gastronomi viaggiatori, i cosiddetti globetrotter del cibo, si battono contro certo campanilismo che fa degli italiani sciovinisti assertori della superiorità della cucina italica. Quelli che come si mangia da noi non si mangia da nessun'altra parte, quelli che solo mamma e nonna sono depositarie dei piaceri del palato. Più le persone viaggiano più scoprono quanto ci sia di buono anche all'estero in termini di tradizioni, ricette e prodotti. Abbiamo insomma fatto un passetto sulla strada dell'apertura, se non altro mentale, verso le tavole degli altri, apprezzando il valore per così dire antropologico che c'è dietro abitudini alimentari, usi culinari, tecniche e abbinamenti nei diversi angoli della terra. Però c’è un però (ASCOLTA IL PODCAST)
Da anni i gastronomi viaggiatori, i cosiddetti globetrotter del cibo, si battono contro certo campanilismo che fa degli italiani sciovinisti assertori della superiorità della cucina italica. Quelli che come si mangia da noi non si mangia da nessun'altra parte, quelli che solo mamma e nonna sono depositarie dei piaceri del palato. Più le persone viaggiano più scoprono quanto ci sia di buono anche all'estero in termini di tradizioni, ricette e prodotti. Abbiamo insomma fatto un passetto sulla strada dell'apertura, se non altro mentale, verso le tavole degli altri, apprezzando il valore per così dire antropologico che c'è dietro abitudini alimentari, usi culinari, tecniche e abbinamenti nei diversi angoli della terra. Però c’è un però (ASCOLTA IL PODCAST)