✕

Dai piatti che volano al fair play, come cambia la cucina in tv

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

“Abbiamo mischiato le persone, come gli ingredienti. Abbiamo aperto le porte a chi è arrivato in Italia con tanta voglia di lavorare e merita attenzione. E poi tanto spazio ai giovani. C’è tanta gente che ha fame, non solo fame di successo”. Giorgio Locatelli, uno dei giudici di Masterchef nel collaudato trio con Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri, ricorda quanto il programma negli ultimi anni abbia dato spazio alle cucine degli altri e acceso i riflettori su prodotti, vicini o lontanissimi, poco conosciuti o che rischiavano l’estinzione. Perché la cucina, televisiva come della trattoria sotto casa, è sempre incontro

“Abbiamo mischiato le persone, come gli ingredienti. Abbiamo aperto le porte a chi è arrivato in Italia con tanta voglia di lavorare e merita attenzione. E poi tanto spazio ai giovani. C’è tanta gente che ha fame, non solo fame di successo”. Giorgio Locatelli, uno dei giudici di Masterchef nel collaudato trio con Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri, ricorda quanto il programma negli ultimi anni abbia dato spazio alle cucine degli altri e acceso i riflettori su prodotti, vicini o lontanissimi, poco conosciuti o che rischiavano l’estinzione. Perché la cucina, televisiva come della trattoria sotto casa, è sempre incontro