46. Una regione di boschi e colline

46. Una regione di boschi e colline
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Lasciata Firenze, siamo ad esso arrivati in Umbria. Anche per me, come per molti italiani, l’Umbria resta la regione con i più marcati caratteri spirituali. Una spiritualità che viene dalla storia ma s’avverte già nel paesaggio, nel profilo dei borghi, nell’ondulazione pacata del territorio costellato di torri, basiliche, monasteri. È una regione speciale, l’unica che non abbia un confine estero terrestre o marittimo. Perugia, Spoleto, Orvieto, Todi, Terni, Cascia, Gubbio, Norcia, Montefalco, Montecastello di Vibio, città o borghi di diversa estensione, annidati quasi sempre sulla sommità di un’altura, differenti l’uno dall’altro tutti ugualmente impreziositi da un qualche gioiello d’arte, dalla tessitura urbana, dalla pietra dei centri storici, dalle vie tortuose, ripide, dall’esiguità dello spazio, dal paesaggio circostante con le colline verdeggianti di ulivi, di vigne, di boschi di querce e di castagni. Una regione relativamente immune dalle devastazioni che altrove hanno compromesso un territorio unico al mondo (ASCOLTA IL PODCAST)