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(afp)

La battaglia di Atene contro i mega alberghi: “Oscurano il Partenone”

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Un hotel costretto ad abbattere nono e decimo piano. Stop alle strutture più alte di 24 metri
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L’Acropoli di Atene, a 2.500 anni dalla costruzione, respinge il più pericoloso degli assedi: quello dei grandi hotel pronti a spuntare come funghi ai piedi del Partenone, togliendo la vista sui templi dal resto della città. A liberare la “Roccia sacra” dal soffocante abbraccio dei maxi-alberghi è stata la resistenza dei residenti di Makriyanni, il quartiere a sud del sito, che dopo una lunga battaglia legale hanno costretto il Coco-mat Athens Bc — l’avanguardia degli “invasori” — ad abbattere nono e decimo piano (già costruiti e in funzione, piscina compresa) rei di oscurare al resto del quartiere la visione del patrimonio dell’Unesco. Non solo: la storica sentenza del Kas — il Comitato centrale dell’archeologia — proibisce in futuro la costruzione attorno al monumento di strutture più alte di 24 metri. Misura che il Consiglio di Stato, la più alta corte nazionale, ha rid…
L’Acropoli di Atene, a 2.500 anni dalla costruzione, respinge il più pericoloso degli assedi: quello dei grandi hotel pronti a spuntare come funghi ai piedi del Partenone, togliendo la vista sui templi dal resto della città. A liberare la “Roccia sacra” dal soffocante abbraccio dei maxi-alberghi è stata la resistenza dei residenti di Makriyanni, il quartiere a sud del sito, che dopo una lunga battaglia legale hanno costretto il Coco-mat Athens Bc — l’avanguardia degli “invasori” — ad abbattere nono e decimo piano (già costruiti e in funzione, piscina compresa) rei di oscurare al resto del quartiere la visione del patrimonio dell’Unesco. Non solo: la storica sentenza del Kas — il Comitato centrale dell’archeologia — proibisce in futuro la costruzione attorno al monumento di strutture più alte di 24 metri. Misura che il Consiglio di Stato, la più alta corte nazionale, ha ridotto poche settimane fa a 21 metri.

L’assalto dei palazzinari all’Acropoli è iniziato sottotraccia nel 2012 quando, con la Grecia in piena crisi economica, il governo — a caccia disperata di investimenti per far ripartire il paese — ha rivisto il piano regolatore dell’area, molto conservativo, consentendo la costruzione di edifici più grandi e più alti, a patto che rispettassero una serie di paletti estetici e ambientali. Quando dopo il 2015 il turismo ad Atene è decollato — con gran parte degli appartamenti del centro e della Plaka diventati alloggi per Airbnb — sul tavolo del demanio della capitale hanno iniziato a piovere i progetti di investimento ai piedi del Partenone. E il Coco-mat — lussuoso cinque stelle della famiglia che produce materassi famosi in tutto il mondo — è stato il primo a far partire i lavori, con tanto di via libera del Kas.

Un piano alla volta, l’albergo ha iniziato a salire verso l’altro. E quando nel 2019 i residenti di Makriyanni, aprendo le finestre, si sono trovati di fronte le impalcature del cantiere invece delle colonne dei templi è partita la rivolta. “L’Athens Bc — ha spiegato ai vicini l’architetta Irini Freazadou, leader delle proteste — è solo l’antipasto, in programma ci sono altre sette strutture nella nostra area, ancora più grandi di questa”. La sua petizione online ha raggiunto in poco tempo decine di migliaia di firme, mobilitando mezza Europa in difesa della vista sull’Acropoli. E la pressione dal basso ha convinto il governo di centrodestra di Kyriakos Mitsotakis a schierarsi a fianco dei cittadini: il Kas — riunito in teleconferenza causa Covid — ha fatto inversione a U, decretando la decapitazione dell’hotel in meno di sei ore, un record per i tempi biblici del comitato. “E’ stata una decisione coraggiosa — ha applaudito il sindaco della capitale Kosta Bakoyannis (nipote di Mitsotakis) — L’Acropoli è il nostro cuore e la nostra anima e tutti hanno il diritto di vederlo”. “E’ un simbolo, un monumento — ha aggiunto la ministra alla cultura Lina Mendoni — Danneggiarlo significa danneggiare la civiltà”.

I padroni del Coco-mat hotel — cui con ogni probabilità andrà un generoso indennizzo — hanno accettato per ora il verdetto senza polemiche anche se le operazioni di smantellamento dei due piani non sono ancora iniziate. La battaglia per la vista sul Partenone rischia comunque di non essere finita qui: gli arrivi di turisti in Grecia sono saliti dai 18 milioni del 2012 ai 34 del 2019. Il Covid ha bloccato tutto nel 2020. Ma le infrastrutture nella capitale sono oggi inadeguate al boom. E quando il business delle vacanze ripartirà, la Plaka, Makroiyanni e Koukaki torneranno con l’Acropoli nel mirino delle grandi catene alberghiere.