Quando da Palazzo Chigi arriva l'ordine di cancellare il volo per Davos, il segnale è chiaro: gli eventi delle ultime ore e le crescenti fibrillazioni nella maggioranza hanno convinto il capo del governo a rinunciare alla passerella svizzera con i potenti (e i ricchi) del mondo. Giuseppe Conte resta a Roma. Nel Movimento 5 Stelle si consuma una lotta intestina dall'esito incerto. Ma più di questo conta il voto di domenica: tra tre giorni si vota in Emilia Romagna. I sondaggi non si possono pubblicare ma continuano a circolare. E qualcosa è cambiato: fino a una settimana fa il premier Conte - ricostruisce Tommaso Ciriaco - non aveva neanche valutato lo scenario catastrofico di una sconfitta, mentre adesso sembra davvero preoccupato.
Ovviamente non c'è alcun automatismo costituzionale tra il voto regionale e la vita del governo. Ma in politica i test elettorali presentano il conto. Il consenso si pesa, e non si contano gli esecutivi caduti proprio dopo elezioni regionali. Se davvero la Lega vincesse in Emilia Romagna, molto dipenderà dalla complicata situazione del Movimento 5 Stelle e dal delicato dialogo con Pd e Italia Viva.
Matteo Salvini ha provato a riempire la piazza di Bibbiano, come ci racconta l'inviato Carmelo Lopapa. Non ci è davvero riuscito perché alla manifestazione voluta dalla Lega c'erano circa mille persone. Ma ora spera nel voto di domenica, per aprire l'ennesima campagna elettorale.
Ovviamente non c'è alcun automatismo costituzionale tra il voto regionale e la vita del governo. Ma in politica i test elettorali presentano il conto. Il consenso si pesa, e non si contano gli esecutivi caduti proprio dopo elezioni regionali. Se davvero la Lega vincesse in Emilia Romagna, molto dipenderà dalla complicata situazione del Movimento 5 Stelle e dal delicato dialogo con Pd e Italia Viva.
Matteo Salvini ha provato a riempire la piazza di Bibbiano, come ci racconta l'inviato Carmelo Lopapa. Non ci è davvero riuscito perché alla manifestazione voluta dalla Lega c'erano circa mille persone. Ma ora spera nel voto di domenica, per aprire l'ennesima campagna elettorale.