E così siamo arrivati a domenica 26. Oggi si vota per l’Emilia-Romagna e la Calabria, dalle 7 alle 23. Una tornata regionale che è diventata la prova del nove per il centrosinistra, il governo, la maggioranza, la Lega, insomma, un’elezione che di locale non ha ormai praticamente nulla, a parte i cinque milioni e mezzo di cittadini coinvolti.
Dalle urne emiliane – sono sette i candidati, non ci sono solo Bonaccini e Borgonzoni - uscirà un’idea di Paese e di domani che potrà piacere o meno. Di sicuro scontenterà molti, perché quello della prossima notte sarà uno spoglio al fotofinish. L’ipotesi, ancora adesso, è di un testa a testa, quindi la parte di elettorato che sentirà di aver perso sarà comunque consistente.
Poi c’è anche la Calabria, certo, ma lì le distanze dovrebbero essere più marcate (quattro candidati in tutto, anche se la partita la giocano Callipo e Santelli), sempre che l’astensionismo non prenda il sopravvento. Ora, c’è da chiedersi cosa succederà lunedì.
È ciò che fa Carmelo Lopapa, raccontando delle nuove maggioranze possibili cui pensano parecchi parlamentari, refrattari a qualsiasi ritorno alle urne, anche franasse il Conte 2, propensi piuttosto a ragionare su eventuali governi di emergenza. Luca Bottura invece riflette su quel che gli emiliani hanno già perso: “Così tanto – scrive - che oggi abbiamo tutto da vincere”.
Ma oggi è un giorno importante anche per chi vuole bene alla famiglia di Giulio Regeni. La sua bicicletta, rimasta per quattro anni all’università di Cambridge, è tornata a casa. Repubblica e Pif l’hanno fatta viaggiare dall’Inghilterra a Fiumicello.
Lì l’hanno riportata ai genitori e alla sorella del ricercatore italiano assassinato in Egitto. Ieri ci sono state fiaccolate, ricordi in tutta Italia, erano quattro anni esatti dalla sua scomparsa al Cairo. Quella bici ora sembra aver restituito a tutti l’idea della sua giovinezza e della sua libertà. Solo l’idea. Il punto è questo.
Dalle urne emiliane – sono sette i candidati, non ci sono solo Bonaccini e Borgonzoni - uscirà un’idea di Paese e di domani che potrà piacere o meno. Di sicuro scontenterà molti, perché quello della prossima notte sarà uno spoglio al fotofinish. L’ipotesi, ancora adesso, è di un testa a testa, quindi la parte di elettorato che sentirà di aver perso sarà comunque consistente.
Poi c’è anche la Calabria, certo, ma lì le distanze dovrebbero essere più marcate (quattro candidati in tutto, anche se la partita la giocano Callipo e Santelli), sempre che l’astensionismo non prenda il sopravvento. Ora, c’è da chiedersi cosa succederà lunedì.
È ciò che fa Carmelo Lopapa, raccontando delle nuove maggioranze possibili cui pensano parecchi parlamentari, refrattari a qualsiasi ritorno alle urne, anche franasse il Conte 2, propensi piuttosto a ragionare su eventuali governi di emergenza. Luca Bottura invece riflette su quel che gli emiliani hanno già perso: “Così tanto – scrive - che oggi abbiamo tutto da vincere”.
Ma oggi è un giorno importante anche per chi vuole bene alla famiglia di Giulio Regeni. La sua bicicletta, rimasta per quattro anni all’università di Cambridge, è tornata a casa. Repubblica e Pif l’hanno fatta viaggiare dall’Inghilterra a Fiumicello.
Lì l’hanno riportata ai genitori e alla sorella del ricercatore italiano assassinato in Egitto. Ieri ci sono state fiaccolate, ricordi in tutta Italia, erano quattro anni esatti dalla sua scomparsa al Cairo. Quella bici ora sembra aver restituito a tutti l’idea della sua giovinezza e della sua libertà. Solo l’idea. Il punto è questo.