Governo anno zero
(ansa)

Governo anno zero

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Il voto di domenica in Emilia Romagna e Calabria non ha provocato l'effetto che a Palazzo Chigi temevano di più. Nella sfida di Bologna, la Lega è stata fermata dal centrosinistra e dalla forte affluenza: i sostenitori del governo giallo-rosso hanno tirato un sospiro di sollievo. Anche senza la spallata, però, l'equilibrio che regge l'esecutivo di Giuseppe Conte è precario.

Non potrebbe essere altrimenti, visti gli scossoni quotidiani che animano gli azionisti. I 5 Stelle vivono una sorta di "anno zero", come ricostruisce Annalisa Cuzzocrea, e provano a trasformarsi da movimento a partito, senza troppa convinzione, con più correnti che leader politici. Il Pd, che oggi festeggia la vittoria in Emilia Romagna dopo aver temuto il peggio, dibatte giorno dopo giorno sull'allargamento a sinistra o al centro, sul cambio del nome o sul nuovo presidente.

In tutto questo, il Paese attende. Dopo il programma di governo stilato al volo a inizio settembre, il premier Conte riunisce giovedì una riunione per fissare in dieci punti l'agenda essenziale dell'esecutivo fino al 2023, spiega Tommaso Ciriaco. In parte, la stessa idea di un programma da approvare a lavori in corso svela implicitamente l'orizzonte minimo che il governo ha avuto finora. Si è fatta la finanziaria 2020 e si è aspettata l'Emilia Romagna. Ora Conte prova a ripartire dal metodo. Ma nel governo dei compromessi, servirà ben più di una lista di punti per sperare di prendere qualche decisione, dal fisco alla giustizia, dalle pensioni alle infrastrutture.