Le parole del virus
(reuters)

Le parole del virus

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Le vittime italiane del Coronavirus sono undici, e il contagio si è allargato a nove regioni. La mortalità del virus appare più alta in Italia che nel resto del mondo, ma questo succede perché il nostro è un Paese più anziano.

La giornata di martedì si svolge con un progressivo aumento dei contagiati, che raggiungono quota 328, e con il governo che interviene provando a uniformare la vita ai tempi del virus nelle regioni che non sono zone rosse. In assenza di vere evoluzioni, di vere novità, si pesano le parole. Il premier Giuseppe Conte prova a tranquillizzare. Il consulente del governo e membro dell’Organizzazione mondiale della sanità, Walter Ricciardi, invita a “ridimensionare questo grande allarme”. Le parole non arrivano però solo dall’Italia. Molte capitali europee e mondiali invitano a non viaggiare verso il nostro Paese. Il settore turistico vale 90 miliardi di euro, il 5% del Pil italiano, e in questi giorni gli operatori lamentano cancellazioni fino al 40% delle prenotazioni.

Da Milano arriva anche la decisione di rinviare il Salone del Mobile: non si terrà ad aprile ma a giugno. È una scelta di prudenza, ovviamente, ma ci costringe a prendere coscienza di una situazione anomala che potrebbe durare anche per mesi. Tra una notizia e l’altra, ricostruisce Francesco Merlo, qualcuno ha provato anche ad annunciare la chiusura per ordine del premier “di tutte le scuole di ogni ordine e grado”. Il governo è stato costretto a una vera smentita.