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Quel virus al governo

Quel virus al governo

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I contagiati da Coronavirus in Italia crescono ma la crisi sembra sotto controllo. Il governo decide infatti di cambiare la strategia di rilevazione: i tamponi saranno somministrati solo a chi mostra i sintomi del virus. La situazione è ancora anomala: nella serata il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha annunciato che una sua collaboratrice è risultata positiva al virus. Fontana è negativo, ma dovrà stare in isolamento per 14 giorni. Molti treni viaggiano semivuoti, come le vie del centro di Milano. E si fanno le prime stime sull’andamento del Pil, che potrebbe tornare sotto zero. Ma, ed è questa la novità, arriva anche qualche segnale di distensione.

Le conseguenze sono su due dimensioni: la prima riguarda la vita di tutti i giorni e le misure di precauzione decise dalle autorità. Già nella giornata di giovedì i bar potranno tenere aperto anche dopo le 18, e il sindaco Beppe Sala chiede ora di poter riaprire i musei. La seconda, invece, ha a che fare con la vita politica del Paese. È già finita la tregua sul governo, ovvero la tregua rispetto alle polemiche interne alla maggioranza dell’esecutivo giallorosso.

Matteo Renzi - scrivono Tommaso Ciriaco e Carmelo Lopapa - punta infatti ad arrivare in tempi stretti a un governo di unità nazionale, in cui entrino tutti i partiti, e senza l’attuale premier Giuseppe Conte. A tifare per questa soluzione c’è anche una parte dell’opposizione. In particolare il massimo rappresentante del partito dell’unità nazionale è il leghista Giancarlo Giorgetti. E anche Matteo Salvini sarebbe disposto all’intesa, se fosse il preludio alle elezioni.

Quella del Coronavirus - scrive Ezio Mauro - “è una prova per la politica. Gran parte del discredito di cui soffre nasce infatti dall'incapacità di proteggere l'individuo dalle nuove emergenze universali”. Ai partiti, ancora una volta, la responsabilità delle risposte.