Cresce il numero delle vittime da Coronavirus, che sono 17 in Italia, e i contagi superano quota 600, ma crescono anche i guariti che vengono dimessi dagli ospedali. L’Italia prova così a ripartire. Nelle prossime ore verrà presa una decisione importante, sulla riapertura delle scuole. Quella iniziata venerdì scorso, solo sette giorni fa, è stata stata una settimana che ha cambiato l’Italia, ci ha messi di fronte a immagini che non avremmo mai pensato di vivere. Tra emergenza, paura, passi indietro e ora con la speranza di tornare alla normalità.
“Ci illudevamo di essere al sicuro - scrive Sebastiano Messina -, ci pareva persino un po’ razzista l’idea di mettere in quarantena i duemila cinesi che tornavano a Prato - e ci ritroviamo prigionieri di un incubo”. Il virus ha colpito le nostre abitudini. “L’isolamento - annota Michele Serra - perde di colpo la sua consistenza, diciamo la sua scorza. Ci si rende conto, nel bene e nel male, di essere meno soli di quanto si pensava”.
“Ci illudevamo di essere al sicuro - scrive Sebastiano Messina -, ci pareva persino un po’ razzista l’idea di mettere in quarantena i duemila cinesi che tornavano a Prato - e ci ritroviamo prigionieri di un incubo”. Il virus ha colpito le nostre abitudini. “L’isolamento - annota Michele Serra - perde di colpo la sua consistenza, diciamo la sua scorza. Ci si rende conto, nel bene e nel male, di essere meno soli di quanto si pensava”.