È passata una settimana dall'esplosione del coronavirus in Italia: i contagiati sono saliti a quota 822, e i morti sono 21. Non è ancora chiaro, dunque, se le misure decise dalle autorità siano state sufficienti a frenare la diffusione del virus. L’incertezza è evidente anche nelle decisioni da prendere ora: non sappiamo ancora se lunedì riapriranno le scuole che sono state chiuse per una settimana. E persino sulle partite di Serie A ci sono ancora dubbi, con dei tentativi di evitare l’anomalia di giocare Juventus-Inter a porte chiuse.
Sono invece chiare le conseguenze negative di questa settimana sull’economia. “Il danno economico del coronavirus fa precipitare le Borse mondiali nella settimana più nera dalla grande crisi del 2008”, scrive Federico Rampini. Sul fronte politico, nella giornata è intervenuto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un richiamo sul valore della scienza. “Se servisse condensare il ragionamento del Colle in una formula - scrive Tommaso Ciriaco -, si potrebbe dire: il punto non è un governo con dentro tutti, ma un Paese unito”. Il richiamo è dunque implicito, come da prassi, ma sembra rinviare le discussioni su imminenti ribaltoni al governo. C’è un Paese che chiede risposte, e in questo momento è già abbastanza complicato provare a darle.