Il decimo giorno nell’era del coronavirus si conclude con le raccomandazioni del governo agli italiani: bisogna evitare abbracci e strette di mano e mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone. Possono fare sorridere, ma sono indicazioni che servono precisamente per ridurre il rischio del contagio del virus. Meno contatti, meno contagi ci saranno. Le raccomandazioni arrivano perché il contagio non ha ancora iniziato a rallentare in modo chiaro. Le persone contagiate sono oltre 2.200, 160 sono i guariti e 79 i morti.
La vita ai tempi del virus cambia l’aspetto di alcune delle nostre città. A Milano centinaia di aziende hanno chiuso gli uffici, si lavora ma da casa. Le conseguenze si vedono. “Quando si alleggerisce di passanti, Roma diventa più bella perché lo spazio esalta le rovine - osserva Francesco Merlo -. Al contrario, il paesaggio urbano di Milano è la sua comunità”.
Michele Ainis studia invece le conseguenze di queste giornate straordinarie sulle nostre leggi. “Da quando sono stati accertati i primi due casi di contagio (30 gennaio), sull'Italia cade una grandinata di provvedimenti normativi, sempre più severi, sempre più stringenti. Di conseguenza s'offuscano le libertà costituzionali, cambia la catena di comando. E il coronavirus infetta l'ordinamento giuridico italiano, oltre agli italiani in carne e ossa. Può darsi che la scelta sia obbligata, ma un male minore resta pur sempre un male, diceva Hannah Arendt”.
La vita ai tempi del virus cambia l’aspetto di alcune delle nostre città. A Milano centinaia di aziende hanno chiuso gli uffici, si lavora ma da casa. Le conseguenze si vedono. “Quando si alleggerisce di passanti, Roma diventa più bella perché lo spazio esalta le rovine - osserva Francesco Merlo -. Al contrario, il paesaggio urbano di Milano è la sua comunità”.
Michele Ainis studia invece le conseguenze di queste giornate straordinarie sulle nostre leggi. “Da quando sono stati accertati i primi due casi di contagio (30 gennaio), sull'Italia cade una grandinata di provvedimenti normativi, sempre più severi, sempre più stringenti. Di conseguenza s'offuscano le libertà costituzionali, cambia la catena di comando. E il coronavirus infetta l'ordinamento giuridico italiano, oltre agli italiani in carne e ossa. Può darsi che la scelta sia obbligata, ma un male minore resta pur sempre un male, diceva Hannah Arendt”.