L'ora buia
(ansa)

L'ora buia

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Le uniche certezze le danno i numeri. In un solo giorno i morti sono stati 133. I malati in più 1326. Alle spalle abbiamo le ventiquattro ore più drammatiche vissute finora. Le vittime del coronavirus in Italia al momento sono 366 e questo ci rende il secondo Paese al mondo per decessi dopo la Cina. Cosa ci aspetta? Impossibile dirlo. È per questo che in una notte si è deciso di chiudere la Lombardia e 14 province del nord.

“Gli obiettivi da raggiungere - spiega il premier Giuseppe Conte nell’intervista di Stefano Cappellini – son: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie, perché possano reggere a questa sfida. Siamo un Paese forte”. Il governatore del Veneto Zaia contesta però la chiusura dei suoi territori, e anche il presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini non si allinea al governo, criticando la modalità con cui sabato sera sono state comunicate le misure restrittive. Perché? Cosa è successo prima della firma degli ultimi decreti?

Il retroscena è firmato da Annalisa Cuzzocrea e Tommaso Ciriaco: “Per un giorno intero, governo e Regioni duellano sulle misure da adottare. Il governatore veneto Luca Zaia vorrebbe di meno, il lombardo Attilio Fontana di più. Non mancano momenti di tensione, finché una prima bozza – e poi una seconda – vengono inviate ai presidenti di Regione, che le scandagliano con gli assessori. Girano i testi ai leader di centrodestra, che fanno lo stesso con i rispettivi esperti. In pochi minuti il documento arriva alla stampa. Innescando una corsa a lasciare la zona arancione, con rischi sanitari gravi per le zone d’Italia più deboli”.

Un pasticcio. Tanto che fino a domenica sera non è chiaro chi può fare cosa. Per capire bisogna aspettare l’ordinanza della Protezione civile – “non sono vietati gli spostamenti delle persone sul territorio nazionale” – e la direttiva del Viminale: “Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus”. Nel frattempo è rivolta nelle carceri. E a Modena muoiono tre detenuti.