Contro il tempo
(agf)

Contro il tempo

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“Non c’è più tempo”, ha detto il premier Giuseppe Conte. L’Italia si chiude per virus: per fermare il contagio il governo ha deciso di estendere a tutto il Paese le regole già attive nel Nord Italia. Tutto il Paese diventa “zona protetta”: gli spostamenti sono vietati, le scuole sono chiuse fino al 3 aprile, i ristoranti chiudono alle 18, lo sport e la Serie A si fermano.

La decisione è drammatica e arriva al termine di un’altra giornata difficile. Le persone contagiate nel Paese sono 7.895, 1.598 più del giorno precedente. 463 sono le persone morte, 724 quelle guarite. I mercati finanziari reagiscono impauriti rispetto alla prospettiva di una pandemia globale: Milano perde l’11,1%, a Wall Street l’indice Dow Jones chiude a -7,8%, il dato giornaliero peggiore dal dicembre 2008.

“Gli investitori sono sull’orlo del panico - scrive da New York il corrispondente Federico Rampini - anche perché non vedono “un adulto al volante” della macchina che sta per schiantarsi. La risposta dei governi è in ritardo, sia sul fronte sanitario sia su quello economico. Manca ogni coordinamento tra nazioni proprio quando il mondo intero è minacciato da un’emergenza comune”. Il governo italiano fa capire chiaramente che userà tutte le carte che ha per investire subito sul Paese, come dice il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani.

La notizia della chiusura dell’Italia diventa subito la breaking news di tutti i siti di informazione del mondo, dal New York Times alla Bbc. La scelta è storica: mai nell’epoca moderna un Paese aveva sospeso la libertà di movimento dei suoi cittadini su tutto il suolo nazionale. Ma non si può più sbagliare. Gli esperti del governo sanno che l’emergenza non ammette leggerezze. Sono confortati dal fatto che nelle vecchie zone rosse le misure restrittive hanno iniziato a funzionare. La corsa contro il virus è partita, e si combatte restando a casa.