Il tramonto di Milano, tra le città più colpite dal Coronavirus, 24 marzo 2020 (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)
Il tramonto di Milano, tra le città più colpite dal Coronavirus, 24 marzo 2020 (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO) (ansa)

La cura dei numeri

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I numeri raccontano due verità: per il terzo giorno consecutivo rallenta la crescita delle persone contagiate da coronavirus in Italia. È ancora una crescita, ma ogni giorno sembra perdere un po’ di forza. Se il contagio frena è normale pensare che la cura - un Paese intero chiuso per virus - stia iniziando a dare i suoi frutti.

Ma l’altra verità sono le vittime, che il virus continua a fare. 743 persone morte in un solo giorno, 402 solo in Lombardia. Non è dunque ancora tempo di pensare a mollare la presa. Lo fanno capire le parole scelte dal  commissario per l’emergenza nominato dal governo, Domenico Arcuri. “Imploriamo tutti gli italiani a rimanere a casa”, ha detto. Anche se quasi il 95% degli italiani controllati dalle forze dell’ordine sta rispettando le nuove regole, il governo inasprisce le multe: chi viola i divieti dovrà pagare multe da 400 a 3mila euro. Chi non rispetta la quarantena rischia invece il carcere fino a cinque anni.

Nella battaglia un ruolo chiave ce l’hanno alcune nuove regole che riguardano gli ospedali. Troppi focolai si sono generati in corsia. D’ora in poi si punta a test continui a tutto il personale sanitario, identificazione dei medici immuni da utilizzare nelle zone a rischio, utilizzo di personale ausiliario per il controllo degli accessi. La corsa per bloccare il contagio non è ancora finita.