L’Italia è chiusa in casa da 22 giorni e i dati sui nuovi contagi sembrano finalmente confermare una tendenza lenta ma coerente con gli obiettivi del governo. È troppo per parlare di numeri buoni, non c’è nulla di positivo se anche nella giornata di lunedì le vittime da coronavirus sono 812, e le persone contagiate sono state più di centomila. Ma se l’obiettivo è contenere la crisi, evitare che gli ospedali non possano accogliere i pazienti, la curva che inizia a rallentare dice qualcosa di parzialmente rassicurante.
Non è comunque tempo di festeggiare. Il governo sta per confermare che le misure di contenimento dovranno essere estese fino a Pasqua, ed è possibile che in verità si arrivi a maggio. Ma questo tempo non va sprecato: i lavoratori messi a rischio dalla crisi economica che il virus ha scatenato sono 10 milioni in Italia.
“Per sopportare i sacrifici - scrive Tito Boeri - è essenzi…
Non è comunque tempo di festeggiare. Il governo sta per confermare che le misure di contenimento dovranno essere estese fino a Pasqua, ed è possibile che in verità si arrivi a maggio. Ma questo tempo non va sprecato: i lavoratori messi a rischio dalla crisi economica che il virus ha scatenato sono 10 milioni in Italia.
“Per sopportare i sacrifici - scrive Tito Boeri - è essenzi…
L’Italia è chiusa in casa da 22 giorni e i dati sui nuovi contagi sembrano finalmente confermare una tendenza lenta ma coerente con gli obiettivi del governo. È troppo per parlare di numeri buoni, non c’è nulla di positivo se anche nella giornata di lunedì le vittime da coronavirus sono 812, e le persone contagiate sono state più di centomila. Ma se l’obiettivo è contenere la crisi, evitare che gli ospedali non possano accogliere i pazienti, la curva che inizia a rallentare dice qualcosa di parzialmente rassicurante.
Non è comunque tempo di festeggiare. Il governo sta per confermare che le misure di contenimento dovranno essere estese fino a Pasqua, ed è possibile che in verità si arrivi a maggio. Ma questo tempo non va sprecato: i lavoratori messi a rischio dalla crisi economica che il virus ha scatenato sono 10 milioni in Italia.
“Per sopportare i sacrifici - scrive Tito Boeri - è essenziale sapere che prima o poi finiranno. Sarebbe bene questa volta delineare un percorso di graduale uscita dall'emergenza più stringente”. Tre domande chiave interrogano i prossimi mesi dell’economia italiana, dalla garanzia del lavoro agli investimenti necessari, e ovviamente alla sicurezza. “Certamente - continua Boeri - le democrazie non hanno i mezzi coercitivi delle dittature. Ma hanno l'enorme vantaggio rispetto alle dittature di informare i cittadini su quanto sta accadendo, mobilitando le competenze di cui il loro Paese dispone nella lotta a questo male globale”.
Non è comunque tempo di festeggiare. Il governo sta per confermare che le misure di contenimento dovranno essere estese fino a Pasqua, ed è possibile che in verità si arrivi a maggio. Ma questo tempo non va sprecato: i lavoratori messi a rischio dalla crisi economica che il virus ha scatenato sono 10 milioni in Italia.
“Per sopportare i sacrifici - scrive Tito Boeri - è essenziale sapere che prima o poi finiranno. Sarebbe bene questa volta delineare un percorso di graduale uscita dall'emergenza più stringente”. Tre domande chiave interrogano i prossimi mesi dell’economia italiana, dalla garanzia del lavoro agli investimenti necessari, e ovviamente alla sicurezza. “Certamente - continua Boeri - le democrazie non hanno i mezzi coercitivi delle dittature. Ma hanno l'enorme vantaggio rispetto alle dittature di informare i cittadini su quanto sta accadendo, mobilitando le competenze di cui il loro Paese dispone nella lotta a questo male globale”.