Sarà lunga
(fotogramma)

Sarà lunga

Il piano del ministero della Salute. Il gabinetto di guerra del governo. E il mistero su 70 morti al Pio Albergo Trivulzio
1 minuti di lettura
«Dobbiamo dire la verità. La situazione resta drammatica. L’emergenza non è finita. Il pericolo non è scampato. Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus. Ecco, il verbo giusto è convivere. Almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura». Parla il responsabile della Salute Roberto Speranza. Dice che ormai il suo tempo scorre tutto dentro il ministero. Annuncia che sta ultimando un piano in cinque punti.

Servono ospedali dedicati al Covid, altrimenti gli altri malati non hanno modo di accedere alle cure o, peggio, rischiano il contagio in quanto degenti, insieme al personale. Serve una app che permetta di seguire le persone in terapia a casa e in grado di risalire ai contatti avuti sino a due giorni prima della manifestazione dei sintomi. E poi servono tamponi, a tappeto. E distanziamento sociale, questo lo sappiamo. Ma per quanto tempo andremo avanti così?

Il ministro non lo dice, non lo sa, non lo sanno anche i virologi, gli epidemiologi, gli statistici. Non lo sa nessuno, meglio metterselo in testa. Ma delle ipotesi si possono fare. E dalla prossima settimana il governo lavorerà proprio a questo, in un gabinetto di guerra allargato a parti sociali e opposizioni, sindaci e governatori, per cominciare a stabilire delle date e gradualissime riaperture.

Nel presente non possiamo che contabilizzare. I casi di coronavirus in Italia sono 124.632. Sono morte 15.362 persone, non ci si può pensare. Nel mondo, gli Stati Uniti sono a quota 301mila contagiati. Poi viene la Spagna e quindi l’Italia. La Cina di Wuhan è ora al sesto posto nella triste classifica del virus. Qui da noi si registra anche il caso, per nulla chiaro, del noto Pio Albergo Trivulzio di Milano (vi ricordate l’inizio di Tangentopoli, nel 1992?). Lì sono ricoverati 1300 anziani: si indaga su 70 morti.