È una ripartenza cauta quella che hanno scelto milioni di italiani. Siamo entrati nella fase 2 senza eccessi, con rispetto delle regole, forse un po’ di timore. Con moltissime mascherine, e pochi viaggi. I numeri che il ministro dei trasporti Paola De Micheli fornisce a Repubblica sembrano registrare una crescita lieve dei passeggeri. Sui treni a lunga percorrenza ha viaggiato solo un 5% in più rispetto alla scorsa settimana.
Nelle strade, da Roma a Milano, è tornato il traffico, anche perché molte persone sembrano preferire i mezzi privati agli autobus. Ci dovremo abituare alle file non solo al supermercato, ma anche al bar o al ristorante, rigorosamente solo per asporto. In verità la chiamiamo fase 2 ma assomiglia a una fase uno e mezzo. La maggioranza delle grandi aziende che non deve produrre, che non lavora tessuti o bulloni, terrà i dipendenti a lavorare da casa ancora per mesi. Alcuni programmano rientri solo fino al 20% a giugno, luglio e agosto, per un rientro vero a settembre. La tenuta delle imprese è il vero banco di prova.
La fase 2 sembra invece confermare che il bilancio clinico del coronavirus continua a migliorare. I malati sono finalmente scesi sotto quota centomila. Entriamo dunque nella nuova fase, armati di mascherina, che, scrive Gabriele Romagnoli, “è il simbolo assoluto di questo tempo. Riassume la paura e la gentilezza, la confusione e la determinazione, l’ansia e (poiché non ci si arrende mai) la seduzione”.
Nelle strade, da Roma a Milano, è tornato il traffico, anche perché molte persone sembrano preferire i mezzi privati agli autobus. Ci dovremo abituare alle file non solo al supermercato, ma anche al bar o al ristorante, rigorosamente solo per asporto. In verità la chiamiamo fase 2 ma assomiglia a una fase uno e mezzo. La maggioranza delle grandi aziende che non deve produrre, che non lavora tessuti o bulloni, terrà i dipendenti a lavorare da casa ancora per mesi. Alcuni programmano rientri solo fino al 20% a giugno, luglio e agosto, per un rientro vero a settembre. La tenuta delle imprese è il vero banco di prova.
La fase 2 sembra invece confermare che il bilancio clinico del coronavirus continua a migliorare. I malati sono finalmente scesi sotto quota centomila. Entriamo dunque nella nuova fase, armati di mascherina, che, scrive Gabriele Romagnoli, “è il simbolo assoluto di questo tempo. Riassume la paura e la gentilezza, la confusione e la determinazione, l’ansia e (poiché non ci si arrende mai) la seduzione”.