Uno dei danni collaterali più odiosi dell'emergenza economica post Covid è il terreno fertile per le attività criminali, come ha ricordato il ministro Lamorgese nell'intervista a Repubblica. Quando i settori produttivi si ritrovano a corto di liquidità, l'economia illegale è pronta a introdurre denaro circolante nel sistema.
E i primi sciacalli a volteggiare sulle teste di commercianti e imprenditori sono gli usurai: c'è chi non fa in tempo a uscire dalla banca - dove magari il prestito gli è stato negato per precedenti insolvenze - che riceve subito telefonate e offerte di aiuto da strane finanziarie o amici improvvisati. Non tutti riescono ad avere la forza di rifiutare, come raccontano Romina Marceca e Alessandra Ziniti che hanno raccolto le loro testimonianze: si entra così nel vortice delle vite strozzate, che nel primo trimestre di questo infausto 2020 sono purtroppo aumentate: 10 per cento di reati per usura in più, dicono le statistiche.
D'altra parte, quando i decreti che dovrebbero aiutare il Paese a ripartire si avviluppano nei meandri di centinaia di commi, cavilli e rimandi ad altre leggi - come testimonia l'analisi di Sergio Rizzo - trasformare il sostegno pubblico in aiuto concreto diventa molto complicato: di burocrazia si muore e le scorciatoie a volte sono inevitabili.
In questo scenario, i miliardi a fondo perduto promessi da Bruxelles assomigliano a un miraggio e sono tanti, sempre di più, addirittura mille come nelle fiabe. Ne scrive Alberto D'Argenio, spiegando come dovranno essere spesi tra sviluppi digitale, economia verde e turismo: quello che ancora manca, in questa fiaba, è il lieto fine.
E i primi sciacalli a volteggiare sulle teste di commercianti e imprenditori sono gli usurai: c'è chi non fa in tempo a uscire dalla banca - dove magari il prestito gli è stato negato per precedenti insolvenze - che riceve subito telefonate e offerte di aiuto da strane finanziarie o amici improvvisati. Non tutti riescono ad avere la forza di rifiutare, come raccontano Romina Marceca e Alessandra Ziniti che hanno raccolto le loro testimonianze: si entra così nel vortice delle vite strozzate, che nel primo trimestre di questo infausto 2020 sono purtroppo aumentate: 10 per cento di reati per usura in più, dicono le statistiche.
D'altra parte, quando i decreti che dovrebbero aiutare il Paese a ripartire si avviluppano nei meandri di centinaia di commi, cavilli e rimandi ad altre leggi - come testimonia l'analisi di Sergio Rizzo - trasformare il sostegno pubblico in aiuto concreto diventa molto complicato: di burocrazia si muore e le scorciatoie a volte sono inevitabili.
In questo scenario, i miliardi a fondo perduto promessi da Bruxelles assomigliano a un miraggio e sono tanti, sempre di più, addirittura mille come nelle fiabe. Ne scrive Alberto D'Argenio, spiegando come dovranno essere spesi tra sviluppi digitale, economia verde e turismo: quello che ancora manca, in questa fiaba, è il lieto fine.