Si parla di 60 mila volontari. Disoccupati, cassintegrati, destinatari del reddito di cittadinanza. Assistenti civici: li chiameremo così. Avranno il compito di vigilare, limitare una movida oggi e un assembramento in spiaggia domani. Aiuteranno a regolare il traffico e le presenze nei parchi. Saranno reclutati grazie a un bando che verrà emesso questa settimana, come annunciato dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e Antonio Decaro, il sindaco di Bari presidente dell’Anci. Verranno coordinati dalla Protezione civile e risponderanno alle esigenze dei primi cittadini.
Si faranno avanti? In quanti? Perché? Forse per contenere e gestire la temuta seconda ondata del virus. Il Comitato tecnico scientifico, che si è riunito l’ultima volta venerdì scorso, non ha previsioni rassicuranti. L’uscita dal lockdown è stata troppo repentina, le scene del weekend, con strade piene di ragazzi, di notte, bicchiere in mano e nessuna mascherina, lasciano spazio alle fosche ipotesi dei tecnici. Se i contagi dovessero tornare a salire, cosa che sapremo tra qualche giorno, i primi di giugno, ovvero a due settimane dalle riaperture, dovranno essere imposte nuove misure restrittive. Non in tutto il Paese, ma, dati alla mano, là dove sarà necessario.
E poi c’è la scuola. Il vertice notturno racconta un governo in difficoltà, diviso: Pd, Leu e Italia Viva da una parte, M5s dall’altra, con la sua ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina impegnata a difendere a tutti i costi il concorso per 25 mila precari, un quiz da fissare tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto. Il resto della maggioranza lo vorrebbe rinviare al prossimo anno, per procedere intanto con la stabilizzazione di 32 mila insegnanti. Cercasi compromesso.
Un anno fa è morto Vittorio Zucconi. I suoi occhi azzurri ci sembra scrutino ancora il nostro mondo.
Si faranno avanti? In quanti? Perché? Forse per contenere e gestire la temuta seconda ondata del virus. Il Comitato tecnico scientifico, che si è riunito l’ultima volta venerdì scorso, non ha previsioni rassicuranti. L’uscita dal lockdown è stata troppo repentina, le scene del weekend, con strade piene di ragazzi, di notte, bicchiere in mano e nessuna mascherina, lasciano spazio alle fosche ipotesi dei tecnici. Se i contagi dovessero tornare a salire, cosa che sapremo tra qualche giorno, i primi di giugno, ovvero a due settimane dalle riaperture, dovranno essere imposte nuove misure restrittive. Non in tutto il Paese, ma, dati alla mano, là dove sarà necessario.
E poi c’è la scuola. Il vertice notturno racconta un governo in difficoltà, diviso: Pd, Leu e Italia Viva da una parte, M5s dall’altra, con la sua ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina impegnata a difendere a tutti i costi il concorso per 25 mila precari, un quiz da fissare tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto. Il resto della maggioranza lo vorrebbe rinviare al prossimo anno, per procedere intanto con la stabilizzazione di 32 mila insegnanti. Cercasi compromesso.
Un anno fa è morto Vittorio Zucconi. I suoi occhi azzurri ci sembra scrutino ancora il nostro mondo.