Liberi tutti, dunque. Un solo piccolo ponte, quello del 2 giugno, separa l'Italia dal ritorno alla vita pre-pandemia, anche se distanziata, protetta e senza assembramenti. Passata la festa della Repubblica, da mercoledì 3 giugno cadrà il divieto di spostamenti interni fra regioni ed esterni da e per i paesi dell'Unione europea. Ormai la decisione è presa, anche se manca l'ufficialità: come spiega Annalisa Cuzzocrea, il premier Conte rassicurato dal monitoraggio epidemiologico e dal parere degli esperti ha deciso che non ha senso posticipare ancora la riapertura. Solo un improvviso e improbabile mutamento nella curva dei contagi durante il prossimo weekend potrebbe giustificare una clamorosa marcia indietro.
Si riparte e si riparte tutti insieme, compresa la Lombardia che continua ad avere la maggioranza assoluta dei contagi: le stime degli esperti dicono che anche lì la situazione è ormai sotto controllo, si tratta solo di smaltire l'onda lunga dell'emergenza. Potremo, da mercoledì prossimo, anche tornare a varcare i confini nazionali, a viaggiare da e per l'Europa. E pazienza se questa libertà non è per tutti reciproca: alcuni stati, a cominciare dalla Grecia, hanno deciso di non riaprire le frontiere con l'Italia (e non solo). Per qualcuno siamo ancora gli appestati d'Europa ma se ciò accade, scrive Francesco Merlo, è anche un po' colpa nostra, che ci facciamo del male da soli inventandoci passaporti sanitari e scoraggiando gli spostamenti da Milano a Cagliari.
Nel frattempo, all'altro capo del Paese, si celebra la liberazione ufficiale dal coronavirus: dopo oltre un mese senza nuovi casi, la città di Trapani può dichiararsi finalmente Covid free. Eppure i residenti, racconta Alessandra Ziniti, non sembrano avere molta voglia di festeggiare, consapevoli che l'immunità ha un costo socioeconomico drammatico: le attività del capoluogo siciliano sono ferme e la paura di perdere la purezza non consente di accogliere con la dovuta serenità gli ospiti dell'imminente stagione turistica. Eppure, a ben pensarci, lo slogan promozionale per la terra di Segesta e Selinunte sarebbe già pronto: cari italiani, se la Grecia non vi vuole, la Magna Grecia vi aspetta.
Si riparte e si riparte tutti insieme, compresa la Lombardia che continua ad avere la maggioranza assoluta dei contagi: le stime degli esperti dicono che anche lì la situazione è ormai sotto controllo, si tratta solo di smaltire l'onda lunga dell'emergenza. Potremo, da mercoledì prossimo, anche tornare a varcare i confini nazionali, a viaggiare da e per l'Europa. E pazienza se questa libertà non è per tutti reciproca: alcuni stati, a cominciare dalla Grecia, hanno deciso di non riaprire le frontiere con l'Italia (e non solo). Per qualcuno siamo ancora gli appestati d'Europa ma se ciò accade, scrive Francesco Merlo, è anche un po' colpa nostra, che ci facciamo del male da soli inventandoci passaporti sanitari e scoraggiando gli spostamenti da Milano a Cagliari.
Nel frattempo, all'altro capo del Paese, si celebra la liberazione ufficiale dal coronavirus: dopo oltre un mese senza nuovi casi, la città di Trapani può dichiararsi finalmente Covid free. Eppure i residenti, racconta Alessandra Ziniti, non sembrano avere molta voglia di festeggiare, consapevoli che l'immunità ha un costo socioeconomico drammatico: le attività del capoluogo siciliano sono ferme e la paura di perdere la purezza non consente di accogliere con la dovuta serenità gli ospiti dell'imminente stagione turistica. Eppure, a ben pensarci, lo slogan promozionale per la terra di Segesta e Selinunte sarebbe già pronto: cari italiani, se la Grecia non vi vuole, la Magna Grecia vi aspetta.