Bisogna ammetterlo: è stata una delle trovate di comunicazione politica più riuscite degli ultimi anni, quella che consentì all'astro allora nascente di Matteo Renzi di brillare di luce splendente e al Pd di raggiungere la stratosferica vetta del 40 per cento alle elezioni europee. Era il 2014 e l'ex sindaco di Firenze, allora presidente del Consiglio, si inventò i famosi "80 euro": un bonus infilato nelle buste paga di milioni di lavoratori dipendenti, con il suo nome stampigliato sopra.
Tra pochi giorni, il "bonus Renzi" nella sua formula originale sparirà dagli stipendi degli italiani. Ma non spariranno i soldi, che anzi in alcuni casi diventeranno di più. Come spiega Aldo Fontanarosa, è l'effetto del decreto sul taglio del cuneo fiscale, che trasformerà quella voce in una simile e per alcune fasce di reddito la porterà fino a 100 euro. In tempi di emergenza post Covid, è una buona notizia per 16 milioni di italiani. Ed è un motivo di soddisfazione per il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, che rivendica "7 miliardi di tasse tagliati per sempre".
Ma questa iniezione di liquidità nelle tasche dei cittadini non basta a Gualtieri per trascorrere giorni sereni.Tutt'altra storia sono i suoi rapporti con la maggioranza di governo e il premier Conte. Ci racconta Tommaso Ciriaco di riunioni molto tese fra il ministro e il presidente del Consiglio e di irritazione perfino dei compagni di partito: oggetto della diatriba è una manciata di nomine nelle società pubbliche partecipate, oltre a una differenza di vedute con Palazzo Chigi sui miliardi dello scostamento fiscale.
Certo, le frizioni tra alleati di governo non sono una novità, ma va detto che la situazione è assai meno esplosiva rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ai tempi del governo Conte 1. Stava cominciando l'estate che sarebbe poi stata ricordata come quella del Papeete e Matteo Salvini era l'uomo più potente e più popolare d'Italia, il capo.
Oggi, con un anno di opposizione alle spalle e un sostanzioso ridimensionamento dei sondaggi, Salvini torna a respirare l'aria che preferisce, quella della campagna elettorale per le imminenti elezioni amministrative di settembre. Carmelo Lopapa ce lo racconta impegnato alla conquista del Sud, per completare la trasformazione della Lega in partito (di destra) nazionale partendo da una delle roccaforti della destra come Reggio Calabria. Chi resta senza il suo bonus, chi emigra dalle spiagge danzanti dell'Adriatico alle acque agitate dello Stretto: sic transit gloria Mattei.
Tra pochi giorni, il "bonus Renzi" nella sua formula originale sparirà dagli stipendi degli italiani. Ma non spariranno i soldi, che anzi in alcuni casi diventeranno di più. Come spiega Aldo Fontanarosa, è l'effetto del decreto sul taglio del cuneo fiscale, che trasformerà quella voce in una simile e per alcune fasce di reddito la porterà fino a 100 euro. In tempi di emergenza post Covid, è una buona notizia per 16 milioni di italiani. Ed è un motivo di soddisfazione per il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, che rivendica "7 miliardi di tasse tagliati per sempre".
Ma questa iniezione di liquidità nelle tasche dei cittadini non basta a Gualtieri per trascorrere giorni sereni.Tutt'altra storia sono i suoi rapporti con la maggioranza di governo e il premier Conte. Ci racconta Tommaso Ciriaco di riunioni molto tese fra il ministro e il presidente del Consiglio e di irritazione perfino dei compagni di partito: oggetto della diatriba è una manciata di nomine nelle società pubbliche partecipate, oltre a una differenza di vedute con Palazzo Chigi sui miliardi dello scostamento fiscale.
Certo, le frizioni tra alleati di governo non sono una novità, ma va detto che la situazione è assai meno esplosiva rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ai tempi del governo Conte 1. Stava cominciando l'estate che sarebbe poi stata ricordata come quella del Papeete e Matteo Salvini era l'uomo più potente e più popolare d'Italia, il capo.
Oggi, con un anno di opposizione alle spalle e un sostanzioso ridimensionamento dei sondaggi, Salvini torna a respirare l'aria che preferisce, quella della campagna elettorale per le imminenti elezioni amministrative di settembre. Carmelo Lopapa ce lo racconta impegnato alla conquista del Sud, per completare la trasformazione della Lega in partito (di destra) nazionale partendo da una delle roccaforti della destra come Reggio Calabria. Chi resta senza il suo bonus, chi emigra dalle spiagge danzanti dell'Adriatico alle acque agitate dello Stretto: sic transit gloria Mattei.