La verità negata
(ansa)

La verità negata

1 minuti di lettura
Sperare che il Primo luglio 2020, data fissata per il vertice tra i magistrati italiani ed egiziani sul caso Regeni, potesse rappresentare un punto di svolta nelle indagini, era un'illusione che nessuno, tra chi segue la vicenda del ricercatore friulano torturato e ucciso al Cairo, coltivava seriamente. Confidare che si potesse almeno fare qualche passo in avanti dal punto di vista formale era però legittimo, anche per giustificare politicamente l'accordo sulla fornitura italiana di navi all'Egitto. Quello che non ci poteva aspettare era che si facessero addirittura dei sostanziosi passi indietro, in questo macabro gioco dell'oca senza fine.

Come scrive Carlo Bonini, in questi quattro anni, la ricerca della verità sui responsabili dell'omicidio di Giulio Regeni ha conosciuto giornate buie. Persino drammatiche. Ma è difficile ricordarne una peggiore di quella appena vissuta. La conferenza a distanza tra procuratori è un'umiliazione che fa seguito all'affronto patito dai genitori quando si sono visti consegnare vestiti che non appartenevano al loro figlio. L'Egitto non collabora, insomma, e anzi cerca ancora una volta di ribaltare la realtà, adombrando con le domande degli inquirenti che Giulio non fosse quello che diceva di essere, che fosse una spia.

A raccontare i dettagli di un vertice  a dir poco imbarazzante, l'ennesimo passo sulla strada della verità negata, è Giuliano Foschini. Ma l'imbarazzo più pesante è quello nel quale si trova il governo italiano, come spiega Tommaso Ciriaco. Fino a oggi questa data e questo incontro rappresentavano un alibi per giustificare la linea morbida con l'Egitto e tenere separata la questione delle navi. Ora il premier Conte, il ministro degli Esteri Di Maio e anche il Pd alleato di maggioranza si trovano nella scomoda posizione di non poter restare indifferenti di fronte a un simile schiaffo. Da tempo i familiari di Giulio chiedono un gesto simbolico come il ritiro dell'ambasciatore. Certo, non servirà a garantire un processo per gli assassini di Giulio, ma sarebbe almeno un segnale.