Giù la maschera
(ansa)

Giù la maschera

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Mai più lockdown. A questa conclusione è arrivata l’Europa, che guarda con apprensione all’autunno e alla crisi economica che sarà. Troppo costoso e psicologicamente insostenibile chiudere tutto, troppo incerti i tempi e l’andamento della pandemia. L’Unione deve attrezzarsi contro il Covid puntando su vaccinazioni antinfluenzali di massa (anche l’influenza grava sui sistemi sanitari nazionali, a rischio tilt), protezione delle categorie più fragili e contenimento dei focolai.

Perché mentre ancora nemmeno è chiaro se chi si è ammalato e ha sviluppato anticorpi possa sentirsi al sicuro - una ricerca italiana pubblicata sulla rivista BMJ Global Health ipotizza che l'immunità acquisita potrebbe addirittura rivelarsi controproducente, favorendo re-infezioni con sintomi più gravi –, mentre in una sola giornata la Lombardia toglie l’obbligo di mascherina all’aperto imposto lo scorso 4 aprile, l’area balcanica fa paura all’Italia, l’agenzia France Presse conta 13 milioni di contagi nel mondo e la California torna a chiudere teatri, cinema e tutte le attività non essenziali, mentre insomma il Coronavirus costringe a continui cambi di rotta, Bruxelles ha deciso che deve tentare il tutto per tutto per evitare una seconda ondata fuori controllo.

Manca invece l’intesa sul Recovery Fund. Il Consiglio europeo di giovedì e venerdì continua a presentarsi in salita. L’incontro nel castello tedesco di Meseberg tra la cancelliera Angela Merkel e il nostro premier Giuseppe Conte ha registrato parole flautate – “dall’Italia straordinaria disciplina” ha detto Frau Merkel, a capo del semestre dell’Unione – ma ha rimarcato ancora le distanze. I “frugali” del nord non cedono con facilità. E il nostro presidente del Consiglio insiste allora con Berlino e Parigi perché disinneschino il loro potere di interdizione. “È un momento storico – dice a Repubblica - inutile cercare il consenso di tutti, rischiamo un accordo al ribasso. No ai veti di pochi”.