Se, con poco idealismo e parlando pur sempre in soldoni, il bilancio del consiglio europeo straordinario di Bruxelles si compilasse, come in effetti è, sulle colonne del dare e dell’avere, il risultato per l’Italia non è poi male: la bozza su cui sembrano convergere i capi di governo prevede meno trasferimenti a fondo perduto e più prestiti da restituire (ma pur sempre a tasso negativo, ovvero rimborsando meno di quanto si è ricevuto). Per l’Italia è in arrivo una vera valanga di miliardi: ben più dei 172 auspicati alla vigilia del vertice, forse addirittura più di 200, una cifra che fa impallidire i fasti del piano Marshall.
Per Conte, che si appresta a lasciare Bruxelles con un bottino insperato ancora fino a ieri, resta comunque qualche spina. I frugali strappano la possibilità di validare i piani di spesa dei paesi beneficiari, ma questa sembra più una salvaguardia nei confronti di future ipotetiche maggioranze populiste e sovraniste piuttosto che un problema per l’attuale compagine giallorossa. Il tema vero è che i soldi del Recovery Fund non arriveranno, verosimilmente, prima di aprile del 2021.
A far quadrare la partita doppia del bilancio statale penserà allora il ministro Gualtieri, magari strappando in extremis agli alleati Cinquestelle un sì ai 36 miliardi del Mes. Ma quella in atto è anche, e soprattutto, una doppia partita, in cui il fronte economico è strettamente legato a quello sanitario. Oggi da Oxford sono arrivate buone notizie: i primi test sul vaccino anti covid sembrano funzionare. L’Italia, spiegano dai laboratori di Pomezia, ha siglato con altri Paesi europei un accordo per avere una prima tranche da 60 milioni di dosi. Che, sperabilmente, potrebbero arrivare anche prima dei miliardi di Bruxelles.
Per Conte, che si appresta a lasciare Bruxelles con un bottino insperato ancora fino a ieri, resta comunque qualche spina. I frugali strappano la possibilità di validare i piani di spesa dei paesi beneficiari, ma questa sembra più una salvaguardia nei confronti di future ipotetiche maggioranze populiste e sovraniste piuttosto che un problema per l’attuale compagine giallorossa. Il tema vero è che i soldi del Recovery Fund non arriveranno, verosimilmente, prima di aprile del 2021.
A far quadrare la partita doppia del bilancio statale penserà allora il ministro Gualtieri, magari strappando in extremis agli alleati Cinquestelle un sì ai 36 miliardi del Mes. Ma quella in atto è anche, e soprattutto, una doppia partita, in cui il fronte economico è strettamente legato a quello sanitario. Oggi da Oxford sono arrivate buone notizie: i primi test sul vaccino anti covid sembrano funzionare. L’Italia, spiegano dai laboratori di Pomezia, ha siglato con altri Paesi europei un accordo per avere una prima tranche da 60 milioni di dosi. Che, sperabilmente, potrebbero arrivare anche prima dei miliardi di Bruxelles.