Tutti vorrebbero assaggiare una fetta di torta. Tutti vorrebbero decidere come porzionarla. Fanno gola i 209 miliardi del Recovery Fund destinati all’Italia. Ed è facile prevedere che la gestione di questa montagna di soldi diventerà un eccezionale strumento di potere.
Le questioni ora sono tre: chi dovrà spartirli, a cosa destinarli e come usarli al meglio?
Il premier Conte ha parlato in Parlamento di una vittoria di tutta l’Italia, la linea sembra quindi quella di coinvolgere il Paese. Tanti stanno andando all’assalto. I sindacati, le regioni, l’opposizione, tutti vogliono dire la propria, assaporare un pezzo di dolce. Mentre al Tesoro già si cumulano le richieste e i progetti dei vari ministri per la scuola, la famiglia, le autonomie, l’ambiente.
Proprio tra Tesoro e Palazzo Chigi è partito il braccio di ferro su chi dovrà gestire la regia di tutti questi soldi. Il premier Conte, fort…
Le questioni ora sono tre: chi dovrà spartirli, a cosa destinarli e come usarli al meglio?
Il premier Conte ha parlato in Parlamento di una vittoria di tutta l’Italia, la linea sembra quindi quella di coinvolgere il Paese. Tanti stanno andando all’assalto. I sindacati, le regioni, l’opposizione, tutti vogliono dire la propria, assaporare un pezzo di dolce. Mentre al Tesoro già si cumulano le richieste e i progetti dei vari ministri per la scuola, la famiglia, le autonomie, l’ambiente.
Proprio tra Tesoro e Palazzo Chigi è partito il braccio di ferro su chi dovrà gestire la regia di tutti questi soldi. Il premier Conte, fort…
Tutti vorrebbero assaggiare una fetta di torta. Tutti vorrebbero decidere come porzionarla. Fanno gola i 209 miliardi del Recovery Fund destinati all’Italia. Ed è facile prevedere che la gestione di questa montagna di soldi diventerà un eccezionale strumento di potere.
Le questioni ora sono tre: chi dovrà spartirli, a cosa destinarli e come usarli al meglio?
Il premier Conte ha parlato in Parlamento di una vittoria di tutta l’Italia, la linea sembra quindi quella di coinvolgere il Paese. Tanti stanno andando all’assalto. I sindacati, le regioni, l’opposizione, tutti vogliono dire la propria, assaporare un pezzo di dolce. Mentre al Tesoro già si cumulano le richieste e i progetti dei vari ministri per la scuola, la famiglia, le autonomie, l’ambiente.
Proprio tra Tesoro e Palazzo Chigi è partito il braccio di ferro su chi dovrà gestire la regia di tutti questi soldi. Il premier Conte, forte anche dell’ovazione ricevuta in Parlamento, vorrebbe sfruttare politicamente il patto europeo e tenere per sé un ruolo centrale. Niente task force di super esperti esterni, dunque, come successo nei mesi scorsi con quella guidata da Vittorio Colao, ma via libera a un gruppo di uomini fidati che già lavorano con lui.
Destinare la torta dei fondi, dicevamo, sarà il vero strumento di potere tra premier e forze politiche. Ma da dove partire per mettere a punto questo grande piano di riforme e di ammodernamento del Paese, chi sfamare per primo, come accontentare tutti. Certo è che alcune priorità essenziali per la ripartenza, suggerite dalle firme del nostro giornale, come l’istruzione, la sanità, l’occupazione, il digitale, le imprese, le infrastrutture, il fisco, proprio non potranno restare a bocca asciutta.
Le questioni ora sono tre: chi dovrà spartirli, a cosa destinarli e come usarli al meglio?
Il premier Conte ha parlato in Parlamento di una vittoria di tutta l’Italia, la linea sembra quindi quella di coinvolgere il Paese. Tanti stanno andando all’assalto. I sindacati, le regioni, l’opposizione, tutti vogliono dire la propria, assaporare un pezzo di dolce. Mentre al Tesoro già si cumulano le richieste e i progetti dei vari ministri per la scuola, la famiglia, le autonomie, l’ambiente.
Proprio tra Tesoro e Palazzo Chigi è partito il braccio di ferro su chi dovrà gestire la regia di tutti questi soldi. Il premier Conte, forte anche dell’ovazione ricevuta in Parlamento, vorrebbe sfruttare politicamente il patto europeo e tenere per sé un ruolo centrale. Niente task force di super esperti esterni, dunque, come successo nei mesi scorsi con quella guidata da Vittorio Colao, ma via libera a un gruppo di uomini fidati che già lavorano con lui.
Destinare la torta dei fondi, dicevamo, sarà il vero strumento di potere tra premier e forze politiche. Ma da dove partire per mettere a punto questo grande piano di riforme e di ammodernamento del Paese, chi sfamare per primo, come accontentare tutti. Certo è che alcune priorità essenziali per la ripartenza, suggerite dalle firme del nostro giornale, come l’istruzione, la sanità, l’occupazione, il digitale, le imprese, le infrastrutture, il fisco, proprio non potranno restare a bocca asciutta.