Questioni di famiglia
(ansa)

Questioni di famiglia

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“Non tollero dubbi sulla mia integrità”. Così ha detto Attilio Fontana, il governatore della Lombardia, nell’Aula del Consiglio regionale riunito per approvare il Bilancio.

Fontana è intervenuto per spiegare il suo coinvolgimento - è sospettato di frode - nell’indagine avviata dalla Procura di Milano sulla fornitura di camici per operatori sanitari alla Regione Lombardia da parte della società Dama del cognato, azienda di cui sua moglie possiede il dieci per cento. “Ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni”, poi “ho pensato di partecipare personalmente a parte della copertura”.

I 250 mila euro che sarebbero serviti per risarcire il fratello di sua moglie, Andrea Dini, fanno parte di un un’eredità di 5,3 milioni di euro che fino al 2015 era gestita da due trust alle Bahamas, soldi che poi sono stati “scudati”. Il bonifico di famiglia è partito da un deposito svizzero, ma è stato bloccato perché l’operazione è stata ritenuta sospetta.

Repubblica ha intervistato il governatore e gli ha chiesto perché fu portato all’estero tanto denaro. “Quello era un conto che avevano i miei genitori – ha risposto Fontana - una cosa purtroppo di moda a quei tempi. Poi, alla morte di mio padre il conto passò a mia madre. Morta mia mamma, a 93 anni, io l’ho ereditato e l’ho dichiarato nel rispetto delle leggi italiane e pagando il dovuto».

L'ex dg della centrale acquisti regionale Filippo Bongiovanni intanto conferma di avere informato la presidenza il 10 maggio dell’esistenza di un contratto di fornitura camici, mentre il governatore in aula ha detto di non aver saputo nulla di questo rapporto con l’azienda Dama fino a due giorni dopo. Le opposizioni lombarde ora sono pronte alla mozione di sfiducia.

In Sicilia c’è stata invece una nuova fuga di migranti in quarantena, da un centro di accoglienza di Porto Empedocle. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese prima ha informato che verrà utilizzato l’esercito per rafforzare l’attività di controllo nelle strutture. Poi ha assicurato che la situazione sanitaria non è a rischio e che sono stati rintracciati quasi tutti i migranti fuggiti. Il nostro giornale svela però un tacito patto tra Italia e Malta per non soccorrere i barconi nel Mediterraneo: si ignorano gli Sos dei disperati in zona Sar maltese per lasciar fare il lavoro sporco alla Guardia costiera libica, che li riporta a Tripoli. Sono respingimenti mascherati.