Alessandro Di Battista, barman in Abruzzo in questa stagione, non apprezza le modifiche ai decreti sicurezza su cui la maggioranza ha trovato un accordo. I migranti sono una questione che al Movimento da sempre sta a cuore, da quando le Ong le ha chiamate “i taxi del mare”. E ora l’uno-due suona così.
Dibba dice a Rete4: "I decreti sicurezza non li ho scritti io, non ero in Parlamento e quindi non li ho votati, ma vedo che ci sono partiti di destra che speculano dal punto di vista elettorale e qualche partito di sinistra che evidentemente utilizza il tema immigrazione anche come bacino di risorse da far arrivare alle cooperative. Forse alcuni vogliono modificare i decreti sicurezza più per questo, che per garantire più diritti ai popoli".
Il ministro degli Esteri Di Maio invece, dopo aver minacciato di bloccare 6 milioni e mezzo destinati alla Tunisia, scrive su Facebook che una strategia migratoria sensata deve puntare sui rimpatri (anche in nave), sulla redistribuzione in Europa, sul congelamento dei fondi per la cooperazione se non c’è collaborazione da parte dei Paesi di provenienza. E dice che il piano lo sta approntando con la ministra dell’Interno Lamorgese, con la quale è in piena sintonia.
Da parte del governo, dunque, linea dura. E il Pd – nonostante Di Battista - è d’accordo, anche se con Zingaretti chiede la revisione del famoso memorandum siglato con la Libia, che destina fondi e mezzi alla Guardia Costiera di Tripoli, quella che riporta i disperati nei lager. Che gli sbarchi clandestini in questi giorni siano un’emergenza in ogni modo non c’è dubbio.
A Lampedusa il centro di accoglienza è chiuso perché arrivato al collasso, con quasi mille persone, dieci volte di più della capienza prevista. Al largo di Malta aspettano aiuti in 71 su un barcone: Alarm Phone ha lanciato il suo allarme.
Dibba dice a Rete4: "I decreti sicurezza non li ho scritti io, non ero in Parlamento e quindi non li ho votati, ma vedo che ci sono partiti di destra che speculano dal punto di vista elettorale e qualche partito di sinistra che evidentemente utilizza il tema immigrazione anche come bacino di risorse da far arrivare alle cooperative. Forse alcuni vogliono modificare i decreti sicurezza più per questo, che per garantire più diritti ai popoli".
Il ministro degli Esteri Di Maio invece, dopo aver minacciato di bloccare 6 milioni e mezzo destinati alla Tunisia, scrive su Facebook che una strategia migratoria sensata deve puntare sui rimpatri (anche in nave), sulla redistribuzione in Europa, sul congelamento dei fondi per la cooperazione se non c’è collaborazione da parte dei Paesi di provenienza. E dice che il piano lo sta approntando con la ministra dell’Interno Lamorgese, con la quale è in piena sintonia.
Da parte del governo, dunque, linea dura. E il Pd – nonostante Di Battista - è d’accordo, anche se con Zingaretti chiede la revisione del famoso memorandum siglato con la Libia, che destina fondi e mezzi alla Guardia Costiera di Tripoli, quella che riporta i disperati nei lager. Che gli sbarchi clandestini in questi giorni siano un’emergenza in ogni modo non c’è dubbio.
A Lampedusa il centro di accoglienza è chiuso perché arrivato al collasso, con quasi mille persone, dieci volte di più della capienza prevista. Al largo di Malta aspettano aiuti in 71 su un barcone: Alarm Phone ha lanciato il suo allarme.