Il Covid non va in ferie

Il Covid non va in ferie

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Le città si svuotano (anche se meno degli anni scorsi), le località di vacanza al mare e in montagna si riempiono di turisti (anche se distanziati e mascherati), ma la convivenza con il Covid 19 non consente distrazioni. Le misure di prevenzione per evitare la ripresa del contagio restano il primo pensiero per gli esperti del comitato tecnico scientifico e per il governo chiamato a decidere. In particolare sono due i fronti caldi: quello dei trasporti, anche in considerazione degli spostamenti dei vacanzieri lungo la penisola; e quello della scuola, in vista dell'ormai vicina riapertura di settembre.

Dopo il pasticcio dei treni ad alta velocità, la linea seguita rimane quella della cautela: come anticipa Michele Bocci, il Cts è intenzionato non solo a mantenere invariata la capienza dei convogli veloci al 50%, ma vuole estendere la prescrizione anche ai treni regionali, che oggi spesso viaggiano pieni, senza il rispetto del distanziamento. E poi c'è la questione del trasporto su gomma: i pullman a lunga percorrenza e i bus extraurbani dovranno garantire le misure di sicurezza e quindi non potranno più essere riempiti al cento per cento.

La scuola invece, pur avendo già risolto le questioni legate al distanziamento, dovrà comunque prepararsi a una ripartenza difficile, condizionata anche dalla possibile ripresa dei contagi e dalla necessità di gestire i casi di positività. Per questo motivo, scrive Corrado Zunino, verranno creati degli helpdesk per presidi e insegnanti, con servizio di call center e addirittura supporto psicologico ai professori.

Sono segnali di attenzione, che non devono spaventare ma al contrario tranquillizzare, tenendo però sempre presente che il Covid, in vacanza, non ci va.