Giù la mascherina

Giù la mascherina

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Delle molte incognite che ancora incombono sulla ripartenza dell'anno scolastico "in presenza" - nel giorno in cui gli insegnanti tornano a scuola per preparare l'avvio delle lezioni -  cominciano a sciogliersi intanto i nodi normativi. È stato un lunedì decisivo per il capitolo distanziamento sociale, con due pronunciamenti che cambiano lo scenario delle regole e consentono di avere meno dubbi sulla riapertura: il primo sui trasporti, con il via libera a riempire gli autobus all'80% per i tragitti più lunghi di 15 minuti (sotto il quarto d'ora il contagio non è considerato un problema); il secondo sulla dibattuta questione delle mascherine per gli alunni. Il comitato tecnico scientifico ha stabilito che non devono essere obbligatorie, a patto che sia rispettata la distanza "statica" di un metro. Giù la mascherina, dunque, anche se poi toccherà alle autorità sanitarie locali vigilare sull'andamento della pandemia ed eventualmente intervenire con misure più restrittive.

Attenzione però: il mancato obbligo non significa che nelle scuole si assisterà a scenari in stile Billionaire. L'emergenza Covid, il lockdown, gli ospedali pieni e i 35 mila morti hanno lasciato il segno e gli italiani, ci spiega Ilvo Diamanti, accolgono con favore le misure di contenimento del virus: 8 su 10 le ritengono necessarie e i più ligi sembrano essere proprio i giovani, che quindi sono pronti a rispettare tutte le norme di igiene necessarie anche a scuola.

L'altra faccia della medaglia invece ce la racconta Chiara Saraceno, che mette in guardia da una tendenza in crescita: quella della cosiddetta educazione parentale, con i genitori che preferiscono tenere i figli a casa e sostituirsi agli insegnanti, o in alternativa affidarsi a tutor privati, nel timore del contagio o di ritrovarsi di nuovo nel vortice della didattica a distanza. Prima di arrivare a questo, forse però, vale la pena riconsiderare l'idea di mettersi la mascherina.